Pè fa la vita meno amara me sevirebbe na lupara. Questo pomeriggio alle poste del quartiere Bravetta a Roma è successo un fatto disgustoso andante: come spesso può accadere quando si ha a che fare con la tecnologia, oggi il dispositivo di segnalazione elettronica per eliminare le code si era guastato e dava letteralmente i numeri. Questo non è il problema, perché a chi come me e milioni di altre persone frequentano le poste da decenni sanno che sono inconvenienti che si possono verificare. Mentre io ero già in coda da circa 20 minuti mi accorgo che il mio numero (A 082) non sarebbe mai stato chiamato, perché forse disattivato, così ho segnalato la questione e finalmente lo vedo comparire come per magia. Così, come Giovanna d'Arco sente la chiamata dal Cielo, mi avvio esultante al traguardo. Sfortunatamente il tabellone impazzito chiama nello stesso sportello (il numero 4) me e altre 4 persone, che seguivano l'unica fila funzionante (la C). Te pareva? Io spiego agli altri la situazione e finalmente dopo 25 minuti di attesa riesco a portare a termine la missione. Dopo di me c'era una signora anziana, che aveva il numero precedente al mio, ma che era stato chiamato allo sportello 3, e che lei, nella confusione generale, non aveva visto. Allora chiedo all'incaricata del mio sportello di far passare cortesemente la signora, chiedendo scusa agli altri, che avrebbero dovuto aspettare una persona in più (che sarà mai una persona in più? Noi abbiamo praticamente aspettato a vuoto per venti minuti...), quando un perfetto imbecille avanza allo sportello e comincia a ricoprirmi di insulti, credendo che, sia io che l'anziana signora gli stavamo facendo le scarpe (per un posto in fila!). La sua poca intelligenza annebbiata dai fumi del biondo platinato dei suoi capelli (che nascondevano il vuoto di una materia grigia inesistente) non ha voluto sentire ragioni, e nonostante gli abbia spiegato il problema tecnico era diventato una sorta di licantropo impazzito. Non è questo il fatto spiacevole: nessuno degli incaricati che si trovavano a lavorare lì ha messo a tacere quel maleducato che ha pensato bene di prendersi la sua "rivincita" passando davanti alla signora e creando un bel casino. Senza contare l'aggressività e gli insulti che ho ingurgitato una volta fuori dall'ufficio postale, visto che il codardo aveva molto coraggio quando una ragazza è fuori da sola. Io non so se ci sono dei corsi di formazione per entrare a morire alle poste, ma è stato veramente deludente l'atteggiamento di totale indifferenza degli impiegati. Nessuno è intervenuto per sedare quell'animale bisbetico, che aveva torto marcio, ma che era troppo poco lucido per poterlo capire. Insomma ho capito una cosa: alla posta c’è l'attesa, le tasse da pagare, il furbo che ti passa davanti, insomma, di motivi per litigare ne possono saltare fuori molti: dopo ventisei anni ho capito che non si può fare molto contro gli imbecilli, ma si dovrebbe pensare anche a qualcuno che mantenga l'ordine quando un imbecille si trova in mezzo al genere umano. Subito dopo ho capito una seconda cosa: che quell'avanzo di essere umano, che fa schifo pure alla carcassa di un animale in putrefazione, forse per vivere è costretto a fare come faceva il buon vecchio San Lorenzo, assecondando solo la sua frustrazione di sapere di non valere niente, che lo costringe a prendere sonanti bacchettate dal capo, dalla moglie infelice e perfino dalla nonna in cariola. Saluti!