Papago's adventures in Wonderland

Sono fuori di me, e sto in pensiero perchè non mi vedo rientrare. (Luigi Tenco)

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Nome: SARA SPIZZICHINO Contemporary artist //////////////// mail: sara@spizzichino.org

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mercoledì, 31 ottobre 2007

Sara Spizzichino - Wonderland

foto_webweb_4 Comunicato stampa

Si inaugura il primo spazio espositivo dedicato alle giovani artiste d'arte contemporanea LaMagnolia con la mostra fotografica
di Sara Spizzichino
WONDERLAND

LaMagnolia è una vetrina aperta alle esperienze artistiche di giovani donne all’inizio della loro attività.
LaMagnoliaè un anello di congiunzione tra il mondo dell’Arte e le giovani artiste.
LaMagnolia è una rete di scambi e di relazioni nel campo dell’arte e della cultura.
LaMagnolia è un luogo per mostrare, mostrarsi e conoscere

Organizza Area Cultura Casa Internazionale delle Donne

giovedì 27 settembre alle ore 19,00

Fonte: www.info.roma.it

La romana Sara Spizzichino a Colonnella, fino al 26 ottobre 2007

Sara Spizzichino espone anche a Roma, in contemporanea, nella mostra Wonderland, alla Casa Internazionale delle Donne.

"Sara Spizzichino nasce nel 1980 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma e l'École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione del libro “Salto nel vuoto” con un capitolo dedicato ad Alberto Burri, curato da Tiziana Musi e edito da Gangemi nel 2007.


Forse sognare. L’identità, insieme al corpo, viene racchiusa in un recipiente simile al teatro, e chiudendosi al resto del mondo si confina a diventare scenografia: un allestimento melodrammatico, in cui il tempo viene attraversato dall’esperienza soggettiva, dunque trasformato. Avvolta nell’oscurità come nel sogno, dove i confini delle immagini si fanno poco nitidi, la tana del coniglio è il ponte che collega reale e immaginario." (exibart)

A Colonnella, fino al 26 ottobre.

GRAFICHE MARTINTYPE

Strada Bonifica Km 1,800 (64010) +39 0861748980 (info) info@martintype.it
www.martintype.it 

Fonte: exibart

Fonte: abruzzoweb.it

Roma - La magnolia

stampa

Roma giovedì 27 settembre alle ore 19,00

Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19

Inaugurazione de

la MAGNOLIA

il primo spazio espositivo dedicato alle giovani artiste d’arte contemporanea

Sara Spizzichino - WONDERLAND (fotografie)

dal 27 settembre al 17 ottobre

18 settembre 2007

Fonte: www.womenews.net

Roma, 18 set. - (Adnkronos) - "La creativita' ha trovato casa". Lo comunica la Casa Internazionale delle Donne che martedi' 25 settembre presentera' alle 11, presso la sala stampa dei Gruppi consiliari Comune di Roma, via delle Vergini 18, lo spazio espositivo di arte contemporanea per giovani artiste: 'la Magnolia'. E' una vetrina aperta alle esperienze artistiche di giovani donne all'inizio della loro attivita'. Lo spazio sara' occupato per la prima volta da Sara Spizzichino con la mostra fotografica 'Wonderland'.

Interverranno alla presentazione Adriana Spera, capogruppo Prc Se al comune di Roma e presidente della commissione delle Elette, Maria Palazzesi, responsabile Area Cultura Consorzio Casa internazionale delle donne, Cloti Ricciardi, Rosanna Cattaneo, Laura Iamurri, Silvia Bordini, Componenti la Commissione delle Esperte, e Sara Spizzichino.

Fonte: www.affafa.altervista.org

A ROMA, "LA MAGNOLIA" PER GIOVANI ARTISTE
Uno spazio espositivo presso la Casa delle Donne
E' stato inaugurato giovedì 27 settembre a Roma, presso la Casa internazionale delle Donne, in via della Lungara 19, "La Magnolia", il primo spazio espositivo dedicato alle giovani artiste d'arte contemporanea. La prima mostra in programma è "Wonderland" di Sara Spizzichino (visitabile fino al 17 ottobre). La Magnolia è una vetrina aperta alle esperienze artistiche di giovani donne all'inizio della loro attività, un anello di congiunzione tra il mondo dell'Arte e le giovani artiste, una rete di scambi e di relazioni nel campo dell'arte e della cultura, un luogo per mostrare, mostrarsi e conoscere.
Info: Casa internazionale delle Donne - via della Lungara 19, Roma - tel 06.68401720 - www.casainternazionaledelledonne.org -  cciddonne@tiscali.it
(didonne.it - settembre 2007)

Fonte: www.didonne.it


ARTE: A ROMA NASCE "LA MAGNOLIA" SPAZIO ESPOSITIVO PER DONNE
Adriana Spera, capogruppo Prc Se al comune di Roma e presidente della commissione delle Elette, MariaPalazzesi, responsabile Area Cultura Consorzio Casa internazionale delle donne, Cloti Ricciardi, Rosanna Cattaneo, Laura Iamurri, Silvia Bordini, Componenti la Commissione delle Esperte, e Sara Spizzichino.


Fonte: www.wikio.it
postato da: papagho alle ore 11:33 | link | commenti
categorie:
martedì, 30 ottobre 2007

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Ottimista è chi dice: domani è domenica; pessimista chi dice: dopodomani è lunedì
Gustave Flaubert
postato da: papagho alle ore 20:58 | link | commenti
categorie: vita morte e ben pochi miracoli

GRAZIE A TUTTI PER AVER VOTATO FABIO MARIANI!

"Sarè, grazie anche a te sono arrivato tra i primi 50! Se si pensa che i partecipanti erano 3173, si intuisce che il risultato non è niente male.
Grazie e un bacio a te e a riky"

Grazie a tutti!
postato da: papagho alle ore 13:50 | link | commenti
categorie: pittura

UOZZINSAID?

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Coming soon...
lunedì, 29 ottobre 2007

Novità - Ristampe - Grandi successi

5Oggi sono andata in libreria e ho visto un libro. Ma dai. Si ma sto libro l'ho scritto pure io. Ma davero? E no. Stava sotto alla dicitura "Novità - Ristampe - Grandi successi". Avevo voglia di indicarlo col ditino e chiedere:"Ma questo è una novità, 'na ristampa, o perchè no, un grande successo?", ma poi la risposta, come un peperone, è venuta su da sola: quando non combinerò niente per mesi mi leggerò sotto "Novità", quando me sentirò vecchia me leggerò sotto "Ristampe", e quando c'avrò voglia de 'na sferzata de mitomania farò presto a passare a "Grande successo".
Nonostante il mio grandioso oroscopo, che continua a dirmi di stare in campana perchè mò viè Saturno, io me so comprata un lettore Mp3, e con questo ho chiuso tutti i ponti col mondo esterno. Pure cò Saturno. Dice mò viene e tu aspetti fiduciosa come il gatto fori dal cancello che è ancora convinto che je porterò da mangià. Aspetta eh. Vabbè ma cò sto Saturno che dovemo fa? Pè quanti devo apparecchià? Che sennò poi è brutto se quello viene e manca un piatto a tavola. Vabbè che se a cena viene pure zì Anna se cucina abbondante. Oggi zì Anna m'ha detto:"Verseme poca Coca Cola, che domani me devo fa le analise." "A zì, ma cò tutto l'affettato che te sei magnata..." e lei "Si, ma quello è bono."
Allora tutto quello che è bono non fa male. Ah, mò se spiega. Bè lo potevate dì però.
Lunedì me tocca pià l'aereo.
Punto primo: abbassa il finestrino.
Punto secondo: le uscite di sicurezza sono lì, lì e qui.
Punto terzo: guarda in basso la moquette, piazzate le cuffie e fa finta de sta in treno...
Certo che se me rifilano il paninazzo umido nel sacchetto de plastica trasparente stile Laura Palmer... Quello non è bono. E se non è bono farà pure male. Vabbè lo damo ar gatto.
postato da: papagho alle ore 22:14 | link | commenti (3)
categorie: vita morte e ben pochi miracoli

IL LIBRO DI LUZZATTO: LIBELLO O SAGGIO?

Invito tutti a leggere quanto segue. Si tratta di un post scritto da mia sorella Rivka in risposta ad una lettera inviata alla Fondazione Anti Diffamazione Cattolica. Per ulteriori informazioni:

www.rivkaspizzichino.splinder.com

"Normalmente non intervengo su questi temi. Questa volta però ho voluto dire la mia in risposta alla reazione - legittima, ma inappropriata nelle sue argomentazioni - della Cadl, ovvero Catholic Anti-Defamation League.

La Cadl, è intervenuta prontamente per allontanare l'opinione pubblica dall'interesse suscitato in questi giorni dall'uscita del saggio dello storico Sergio Luzzatto dal titolo : L’altro Cristo. Padre Pio e l’Italia del Novecento. E' il lavoro loro e fino a qui tutto bene. L'intervento della Lega Anti-Diffamazione però è stato quasi interamente rivolto a invalidare l'operato dell'autore NON insistendo sulla presunta/certa carenza di documentazioni al riguardo ma insistendo piuttosto sull'appartenenza di Luzzatto alla fede ebraica, come se questa motivazione fosse in qualche modo rilevante nel suo lavoro di storico, e più in particolare su questa circostanza.

Riporto qui sotto la risposta apparsa su internet della Cadl, e più in basso la mia risposta personale alla Cadl riguardo l'accaduto."


Il libello di Sergio Luzzatto contro Padre Pio
martedì 23 ottobre 2007
A seguito delle menzogne diffuse da un libello anticattolico, nel quale si mette in dubbio la soprannaturalità delle stimmate di San Pio da Petralcina, adducendo presunte prove assolutamente false e infondate, la Presidenza della Lega Cattolica Antidiffamazione desidera richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica – e dei Cattolici in particolare – sul continuo attacco alla Chiesa Cattolica, addirittura con gravi interferenze nella sua libertà e autonomia.
 
Dopo le immotivate critiche all’antica liturgia del Venerdì Santo e dopo i tentativi di bloccare la beatificazione del Servo di Dio Pio XII da parte di esponenti della Comunità israelitica e della Anti Defamation League ebraica, Sergio Luzzatto pontifica senza serie argomentazioni sull’autenticità delle stimmate di Padre Pio, avventurandosi a giudicare la validità delle Canonizzazioni proclamate dalla Chiesa.
 
«Ricordiamo al prof. Luzzatto che, secondo la dottrina cattolica, le canonizzazioni impegnano l’infallibilità pontificia, e che il Pontefice e la Chiesa sono indipendenti e sovrani nella proclamazione dei Santi», afferma il Presidente Pietro Siffi, che osserva: «Ci chiediamo quale scandalo sarebbe stato sollevato dalla comunità cui appartiene Sergio Luzzatto, se un cattolico avesse espresso analoghe valutazioni su questioni relative al culto ebraico. Ci permettiamo viceversa di suggerire al prof. Luzzatto di dedicare le proprie energie allo studio della propria religione, visto che nei confronti del Cristianesimo – e del Cattolicesimo in specie – pare si sia ampiamente superata la misura».
 
La Lega Cattolica Antidiffamazione auspica che la Comunità ebraica italiana e internazionale vogliano prendere le distanze da un atto di pseudoscientificità tendenzioso e discriminatorio, non supportato da alcun documento ed anzi basato su prove ampiamente smentite dai documenti esistenti.

Ed ecco la mia opinione, in risposta alla Cadl.

Salve,

è una mia opinione, ma ci tengo a rendervela nota. Trovo giusto che rispondiate alle sollecitazioni mosse recentemente dal libro di Luzzatto. Ma ritengo anche che le motivazioni da voi riportate nella vostra "risposta" siano del tutto inappropriate e fuori luogo. Il Prof. Luzzatto ha affrontato il tema come storico avvalendosi - stando a quanto riportato nei giornali - di documentazioni storiche. La vostra risposta era interamente rivolta a questioni che riguardano l'appartenenza del prof Luzzatto alla fede ebraica come se questo fosse in qualche modo rilevante in questa circostanza. Si può respingere la posizione di uno storico perchè si hanno documentazioni che non corrispondono a quanto egli sostiene, ma non perchè lo storico non condivide la vostra stessa fede religiosa. Trovo la vostra risposta priva delle motivazioni centrali al tema, e ricca di motivazioni "laterali" assolutamente inappropriate, inasprite per giunta dalla fermezza in cui si "invita" per inciso il Prof Luzzatto a "farsi gli affari suoi in quanto storico di altra fede".

Avevate sicuramente le argomentazioni adeguate per respingere legittimamente la posizione dello storico, ma nella mischia avete pescato proprio quelle inadeguate.

Scusate la franchezza, e buon lavoro a tutti voi.

Rivka

ps: spero vogliate comunque ritenere questa mia opinione legittima nonostante io condivida la stessa fede del prof Luzzatto.
postato da: papagho alle ore 11:56 | link | commenti
categorie: spizzichino
domenica, 28 ottobre 2007

MESSAGGIO PER MATTEO DI SPIZZICO

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Ciao Matteo. Stamme a sentì.

Si sono io, quindi è inutile che ti chiedi “Ma sarà lei?”.

E Matteo di Spizzico sei te, quindi è inutile che ti chiedi “Ma sarò io?”.

Visto che siamo tutti e due quelli chiamati in questione da questo messaggio, io cercherò di essere chiara, e tu presta la massima attenzione nonostante le ore, più che piccole microscopiche, che tre notti su sette devi cavalcà pè lavorà.

Punto primo: mettiti una mano sulla coscienza e sappi che mi sorella Grazia s’è messa a dieta e anziché paura de non dimagrì c’ha paura de ingrassà. Mi sorella Rivka mangia ancora fuori pasto, e aveva fatto giurin giurello che non l’avrebbe fatto più. Stanotte il mio amico Fabrizio s’è pure dovuto lavà la macchina, che vabbè, era na cosa che doveva fare da anni, ma non rientrava ancora nelle sue intenzioni. E vogliamo parlare di Oriana? Il suo mitico giubbotto che in realtà sono due ma non è dublefas (come se scrive sta parola?!?) non je risparmia il freddo che deve sentì tutte le notti sull’autostrada, da quando s’è fatto ottobre. Io ho cominciato a carburà coi saccottini notturni e c’ho fame tutte le notti perché ormai c’ho fatto l’abitudine.

Insomma la situazione sta diventando catastrofica, e se non si interviene immediatamente si potrebbero avere inquietanti conseguenze, che manco lo scioglipancia de Wanna Marchi riuscirebbe a fare qualcosa. E te dirò di più: quando torno a casa de notte, le monetine che mi dai di resto rotolano pè tutta casa quando me levo i pantaloni, svegliando mezzo condominio e peggio de tutti mi padre, che se je va bene riprende sonno dopodomani.

Vista la gravità di questa circostanza ho deciso di porre rimedio sperando che tu legga questo messaggio facendo appello al tuo buon cuore, e che ti faccia vivo in qualche modo.

Siccome non voglio passare la vita a chiedermi perché la polvere è nera sulle scarpe bianche e perché è bianca sulle scarpe nere, anche perché la vita è tanto bella quanto breve, ti invito a riflettere sulla misera fatica che costa mandare una mail al mio indirizzo con scritto qualcosa tipo:”Ma dai? Mica l’avevo capito, me fa piacere…” oppure “Raccatate sti saccottini e levate de mezzo.”. Siccome me comincio a sentì peggio della vecchia der video de Madonna, perché tutte le sere me faccio traghettà da una sponda all’altra di Roma, manco fossi il metronotte, se tu me fai sapè celermente se sta cosa c’ha un senso oppure no me faresti risparmià tempo, denaro, e pure qualche amico da chiamà per Natale, perché al momento me vogliono tutti depennà dall’agendina. E de sto passo pè le feste potrei finì a guardà la calzetta della befana che io stessa me so regalata.

Ti dirò una cosa che in genere non svelo a nessuno: so dire Supercalifragilistichespiralidoso al contrario, e francamente non so quante ne potrai incontrare nella vita di ragazze così, anche se te lo auguro perché sei una brava persona. Osodilaripsehcitsiligarfilacrepus. Hai visto? Crepus è un brutto finale, ma se continuo a ingurgitare saccottini alle due di notte credo che non ci sarà altro destino per me.

Se rispondi dimme pure come se scrive dublefas. Insomma, ho urgenza che tu me risponda, almeno pè dimme come se scrive dublefas.

Rispondi ar più presto.

Bonanotte.

postato da: papagho alle ore 01:35 | link | commenti (6)
categorie: vita morte e ben pochi miracoli
lunedì, 22 ottobre 2007

Vota Fabio Mariani!

Dal 22 al 29 di ottobre votate Fabio Mariani sul sito della Saatchi Gallery.

La Saatchi Gallery è una delle più importanti gallerie d’arte contemporanea a livello mondiale, e recentemente ha aperto uno spazio virtuale dove ogni artista può gratuitamente esporre le foto dei propri lavori per fare un po’ di autopromozione ecc... Questo mese, vista la qualità del suo lavoro, la Saatchi ha scelto Fabio Mariani per capire attraverso la votazione cosa dice il pubblico di lui. Per questo è importante ricevere voti, è una delle poche cose che ancora si possono fare gratuitamente, perciò mani sui vostri topi da scrivania e cliccate:

 

http://www.saatchi-gallery.co.uk/showdown/index.php?showpic=84502

 

Spargete voce, mi raccomando!!!

 

Chi volesse sapere di più sul conto di Fabio Mariani, può vedere il suo sito:

 

www.materiasutela.net

GRAZIE A TUTTI!

postato da: papagho alle ore 13:47 | link | commenti (1)
categorie: pittura
martedì, 09 ottobre 2007

Accademia di Belle Arti di Roma - 16/10/07

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COMUNICATO STAMPA
Accademia di Belle Arti di Roma
ARTEINTERRAZZA
Presentazione del libro Salto nel Vuoto, Gangemi Editore, Roma 2007, a cura di Tiziana Musi

Martedì 16 ottobre 2007 ore 18.30

Giuliana Stella presenta il libro Salto nel vuoto a cura  di Tiziana Musi, Edizioni Gangemi 2007.

Il libro nasce da un corso di Storia dell’Arte svoltosi nell’anno accademico 2005-06 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma,  nel quale si è esaminato il concetto di vuoto come una possibile e privilegiata categoria interpretativa di alcuni aspetti artistici del XX secolo. Ai saggi teorici di Tiziana Musi, di Giuseppina di Monte  e di Giovanna Giaume , si sono affiancati quelli di alcuni allievi che hanno partecipato  al progetto didattico Un artista incontra un artista  realizzato nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, , con riflessioni e interviste immaginari ad artisti ormai storicizzati.

Intervengono:

Elisabetta Cristallini, Storia dell’Arte Contemporanea,(Università della Tuscia, Viterbo)

Michele di Monte, Iconologia e iconografia (Università Ca’ Foscari   Venezia )

Gregorio Botta artista

Elizabeth Frolet artista

Partecipa  M.Vittoria Marini Clarelli, soprintendente della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

Alle ore 19.30 si inaugura presso la STEP_GALLERY  dell’Accademia di Belle Arti di Roma la mostra   Se il pensiero si fa vuoto…a cura di Sara Spizzichino,

Espongono: Patrizia Pecorella, Virginia Colonnella, Ambra Montemezzo, Ana Maria Terzoni, Alessia Pamphili, Kerstin Bude, Flavio Carbonaro, Cristiano Paliotto, Giosuè Cassata, Mauro Moretti, David Antolini, Rivka Spizzichino, Valentina Berna Berionni, Giacomo Orondini, Nicola d’Emma, Maren M. Mathiesen.

La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre 2007

 

SE IL PENSIERO SI FA VUOTO…
Di Sara Spizzichino

L’Accademia di Belle Arti di Roma inaugura un nuovo spazio espositivo d’arte contemporanea. La Step Gallery apre i battenti con una serie di lavori di giovani artisti, che interpretano il vuoto dandone una personale chiave di lettura. Attraverso l’assenza vengono raccontati contesti del quotidiano in cui l’esistenza si compie: l’esplorazione dell’inconscio come momento di separazione tra noi e il mondo materiale, l’identità meccanica come una realtà vacua in cui non albergano liquidi vitali, o il trauma del parto come elaborazione di un lutto, sono differenti dimostrazioni di come la vita possa compiersi anche attraverso la perdita, l’abbandono, e il vuoto che da questi ne deriva. L’esistenza, quindi, si manifesta e prende forma anche attraverso i vuoti che lascia, che non meno dell’esperienza materiale, segnano inarrestabilmente il corso della nostra storia.

Cristiano Paliotto propone una visione metaforica del movimento a spirale legato alla nascita, ma anche appartenente ad una vitalità che, come un turbine fa convergere tutto verso di sé. La spirale, come la Step Gallery, si muovono volando attorno al proprio centro, portando custodita entrambe, nello spostamento degli elementi, la loro forza.

La nascita, attraverso la quale conosciamo la prima forma di assenza legata alla perdita, viene raccontata anche da Rivka Spizzichino, che ci fa entrare in una dimensione intima e ambigua legata alla condizione di essere madre. L’elemento voyeuristico determina un aspetto importante della questione, che consiste nell’osservazione tacita da parte di chi non è stato coinvolto dal trauma. È una condizione sottilmente violenta, che inscatola la donna nel vincolo del legame lacerante che esiste tra lei e il suo osservatore. L’atto del nascere è uno scivolamento verso la vita, e il primo grande vuoto che abbiamo lasciato si è concretizzato per mezzo della nostra stessa nascita: è l’inizio di un percorso esistenziale che comincia con una venuta al mondo traumatica e con la lesione fisica e psichica di chi ci ha messi al mondo. Anche la nascita, quindi, come la morte, trova un senso attraverso la perdita e la gestione di un lutto. Il ritorno all’infanzia, in Patrizia Pecorella segna un percorso intoccabile e delicato come i primi anni di vita. Il titolo diventa un suggerimento che aiuta a sciogliere l’enigma di uno sfocato ricordo infantile, dove il cammino prima della nascita diventa un viaggio a ritroso nel tempo in memoria di sé. La grandezza della memoria, nel lavoro di Pecorella, risiede proprio nella sua intangibilità, che coinvolge i sensi e stimola l’immaginazione a toccare quei ricordi infantili custoditi in silenzio come giocattoli in un baule. L’universo femminile e il suo lato oscuro è analizzato anche da Alessia Pamphili, che presenta un’incisione di grande formato con una figura femminile, circoscritta dall’ombra che la stringe e la delimita: il dialogo con l’universo dell’ombra e dell’immaterialità, testimonia la capacità di saper individuare delle relazioni indubitabili tra il mondo materiale, occupato dalla nostra fisicità, e quello incorporeo della nostra ombra.

Nel lavoro di David Antolini il robot d’acciaio presenta sé stesso come un’identità meccanica priva di coscienza, e viene immortalato seguendo l’iconografia del ritratto fotografico di stampo classico. L’automatizzazione dell’individuo conduce in maniera irreversibile ad una perdita di senso di ogni sua azione: l’uomo di latta non è altro che un impianto tecnologico, una sorta di ologramma che non può esistere concretamente, e che nel suo interno non contiene sangue che possa scorrere nutrendolo di vita. Tuttavia non possiamo ignorarne l’esistenza: perseverando nell’atavica convinzione che all’interno del vuoto non esista nulla, perdiamo consapevolezza che anche l’aria è fatta di sostanza. Il volto di questo robot esprime un tipo di condizione umana, non di personalità: se questo robot sia buono o cattivo non è in effetti molto importante: quello che Baum descrive come alla disperata ricerca di un cuore nella Città di Smeraldo, ora è un dispositivo tecnologico inconsapevole, al servizio dell’essere umano.

Valentina Berna Berionni toglie voce alla parola e la consegna al numero come principale mezzo di autodefinizione – Io=10 –, in cui la cifra chiama in causa la prima persona singolare, composta a sua volta da un sistema binario, la somma di 5+5, in cui la dicotomia corpo e anima, materiale e immateriale, viene razionalizzata all’interno del numero e viene elaborata partendo dalla simbologia delle mani. Non si tratta soltanto di eleggere la cifra a mezzo privilegiato di definizione della propria identità, non è soltanto un voler sostenere che in tutto siamo fatti di due parti, ma si tratta allo stesso tempo di togliere significato a tutto il resto. Corporeo e incorporeo in questo modo si incontrano attraverso un criterio scientifico, che parte dalla nostra fisicità – le mani – e fa perdere improvvisamente credibilità a ogni sorta di argomentazione attraverso la parola. Dichiarare che Io sono uguale a 10, che a sua volta è composto di due parti simili come le mie mani, significa spogliarmi di qualsiasi altra sovrastruttura a me consegnata nel corso degli anni. Analogamente, Kerstin Bude elegge il numero a mezzo di identificazione, svuotando la parola della sua capacità specifica di contenere significati. Per Kerstin Bude il numero descrive l’appartenenza: la targa di un’automobile riferisce il proprietario attraverso un numero di serie, così come il numero civico sottolinea che dietro quel contrassegno numerico esiste il proprietario dell’abitazione. Potrebbe trattarsi di una sorta di razionalizzazione analoga al lavoro della Berionni, ma in realtà la Bude descrive lateralmente e attraverso un processo inverso, la diretta ricongiunzione tra il numero e l’identità. E’ il numero a ricondurre alla persona, e non, come la Berionni, la persona a ricondurre al numero. Anche Mauro Moretti racconta l’incontro di materiale e immateriale: il ricordo di un impatto definisce la nostra condizione di esseri, che vivono in un tacito e continuo stato d’incertezza. L’inizio della fine di questo percorso, comincia con il ricordo della fine stessa, nell’immagine fotografica in cui corporeo e incorporeo convergono dolcemente l’uno verso l’altro, incontrandosi nella banalità dell’abituale – il traffico metropolitano -, che improvvisamente diventa sacro e assume su di sé una singolare liturgia del quotidiano. Chi non si è mai scoperto almeno una volta a cercare lo straordinario all’interno dell’ordinario? In Traffic è presente uno specchio, elemento chiave che segna i confini tra l’immaginario – l’immagine chiusa nel suo interno – e il reale – il traffico cittadino -, che prosegue oltre i bordi della sua cornice. Giosuè Cassata utilizza la simbologia della croce come memento mori, autoritraendo se stesso e Kersitn Bude già come illusione, davanti all’immagine sacra che conduce, citando Shakespeare, alla terra sconosciuta, dai cui confini non torna il viaggiatore.

Ambra Montemezzo, invece, fa riposare i suoi personaggi chimerici in ambientazioni fluttuanti e oniriche, che escludono qualsiasi collegamento con la realtà, ma che nascono dall’inconscio e dall’immaterialità del pensiero. Le sue donne sostengono ipermondi con la forza della mente, alla quale viene consegnato il più grande potere di cui l’essere umano sia capace: quello di poter immaginare, dominare e volare sospesi nel vuoto, attraverso la proprie fantastiche visioni. Mentre la Montemezzo parte dalla propria immaginazione alla scoperta di mondi fantastici, gli strani ipermondi di Virginia Colonnella partono proprio dalla nostra fisicità: l’artista riprende il corpo nel dettaglio per metabolizzarlo come astratto, partendo dalla macrofotografia fino alla definizione ultima attraverso l’incisione. Il riconoscersi nella stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, diventa una dimostrazione tangibile nel suo lavoro, in cui in un solo particolare esiste il mondo intero, cercato nei dettagli e nelle piccole realtà della nostra epidermide. Attraverso un sentiero analogo, che non reclude più materiale e immateriale in due diversi scomparti dell’esistenza, Ana Maria Terzoni indaga il mondo parallelo delle ombre e dell’apparenza. L’essere umano diventa così evanescente come l’ombra, e incancellabile, come l’impronta. Attraverso il lavoro di Maren M. Mathiesen tutto ciò che è stato detto finora potrebbe essere messo in discussione: l’esistenza di mondi paralleli in cui la mente è sovrana, e materializza gli aspetti fantastici del nostro inconscio, ora diventa negazione di qualsiasi realtà, fantastica o logica che sia. Il senso del suo lavoro va cercato nella cancellazione, nel gesto di togliere voce alla parola - e con essa alla logica - attraverso il depennamento di questa. Depennare significa archiviare, e Mathiesen, eliminando la parola, ne mette da parte il senso, senza cancellarne il ricordo. La memoria, nel lavoro di Flavio Carbonaro viene invece rivissuta attraverso la testimonianza fisica e visiva dell’oggetto legato all’esperienza, che viene incorniciato, esposto e assemblato scrupolosamente insieme agli altri ricordi, affinché ognuno di loro possa essere eletto a oggetto di valore. E’ una sorta di volta celeste, una costellazione in cui ogni astro testimonia ciò che resta di quanto vissuto finora. E come quando si interrogano le stelle sul proprio destino, la domanda su quale futuro verrà dopo questo passato, resta implicita durante l’osservazione di così tante minuscole unità. Flavio Carbonaro, dichiarando al contempo che tutto finisce, consegna al ricordo la delicatezza della nostalgia, ricompensando ogni piccola cosa di un inestimabile valore.

Per Giacomo Orondini il ricordo è segnato da una lacerazione, qualcosa che è passato, ha ferito ed ora non c’è più, ma che se ne è andato lasciando una cicatrice che lui stesso si occupa di risanare continuamente. Il processo irreversibile della ferita da rimarginare diventa metafora del tempo oggettivo e non quantificabile, che si muove in un’unica direzione logorando tutto quello che incontra: svuotato quindi del suo significato primario attribuitogli dalla nostra società – la misura -, il tempo indica esclusivamente l’inarrestabile consunzione della materia – metaforicamente materia umana -, certamente inevitabile, prestabilita e fatale, nonostante il tentativo di Orondini di limitarne i danni, ma non misurabile in una data di scadenza. Insieme alle incisioni di Nicola d’Emma, contribuisce a rendere concreto il linguaggio sottile e intangibile della metafora, in cui una bruciatura simboleggia una ferita inferta, e la cicatrice il ricordo di questa.

Forse è proprio quando il pensiero si fa vuoto che i “vuoti” cominciano a pensare: l’artista, che per definizione svincola la propria mente dalle sovrastrutture per rendere il campo libero alla creazione, espone al pubblico la meraviglia che si nasconde in una stanza vuota, e che lui soltanto è riuscito a trovare. E lo fa con la stessa amorevole spinta con cui si potrebbe mostrare il proprio eroe d’infanzia preferito, dopo averlo fortemente cercato nel mare di ricordi chiuso in una stanza vuota che un tempo conteneva qualcosa. L’apertura della Step Gallery apre non solo le porte agli artisti, ma anche a chi come loro sa vedere oltre il perimetro della propria realtà: a chi con un solo passo sa superare il limite della propria immaginazione per farci salire dove risiede la fantasia e i piedi non toccano più terra. Certamente un piccolo passo per l’umanità, ma un grande passo per l’Accademia…

 
Accademia di Belle Arti di Roma

Via Ripetta, 222

Info: 06 32 18 005

arteinterrazza@gmail.com

Dal 16 ottobre al 30 ottobre

 

postato da: papagho alle ore 10:59 | link | commenti
categorie: arte contemporanea, inaugurazione, spizzichino
lunedì, 01 ottobre 2007

ACCA2VIDEO

Acca2videO1
Lunedì 1 ottobre terzo incontro di Acca2videO
Terrazza dell'Accademia di Belle Arti di Roma
dalle 21.00 alle 23.00
 
"Cortocircuito", a cura di Fernanda Moneta e Luca Valerio
 
VIDEO DI:

Claudia Alessi

Margherita Arcopinto

Korinne Cammarano

Elisabetta De Cave

Clara De Paoli

Aida De Rosa

Marco Di Giuseppe

Mariana Ferratto

Andrea Liberati

Laura Micale Rende

Graziana Parmisano

Sara Spizzichino

Emma Vasile

postato da: papagho alle ore 17:40 | link | commenti
categorie: arte contemporanea, spizzichino