
Comunicato stampa
Si inaugura il primo spazio espositivo dedicato alle giovani artiste d'arte contemporanea LaMagnolia con la mostra fotografica
di Sara Spizzichino
WONDERLAND
LaMagnolia è una vetrina aperta alle esperienze artistiche di giovani donne all’inizio della loro attività.
LaMagnoliaè un anello di congiunzione tra il mondo dell’Arte e le giovani artiste.
LaMagnolia è una rete di scambi e di relazioni nel campo dell’arte e della cultura.
LaMagnolia è un luogo per mostrare, mostrarsi e conoscere
Organizza Area Cultura Casa Internazionale delle Donne
giovedì 27 settembre alle ore 19,00
Fonte: www.info.roma.it
Sara Spizzichino espone anche a Roma, in contemporanea, nella mostra Wonderland, alla Casa Internazionale delle Donne.
"Sara Spizzichino nasce nel 1980 a Roma, dove tuttora vive e lavora. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Roma e l'École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione del libro “Salto nel vuoto” con un capitolo dedicato ad Alberto Burri, curato da Tiziana Musi e edito da Gangemi nel 2007.
Forse sognare. L’identità, insieme al corpo, viene racchiusa in un recipiente simile al teatro, e chiudendosi al resto del mondo si confina a diventare scenografia: un allestimento melodrammatico, in cui il tempo viene attraversato dall’esperienza soggettiva, dunque trasformato. Avvolta nell’oscurità come nel sogno, dove i confini delle immagini si fanno poco nitidi, la tana del coniglio è il ponte che collega reale e immaginario." (exibart)
A Colonnella, fino al 26 ottobre.
GRAFICHE MARTINTYPE
Strada Bonifica Km 1,800 (64010) +39 0861748980 (info) info@martintype.itFonte: exibart
Fonte: abruzzoweb.it
Roma giovedì 27 settembre alle ore 19,00
Casa internazionale delle donne, via della Lungara 19
Inaugurazione de
la MAGNOLIA
il primo spazio espositivo dedicato alle giovani artiste d’arte contemporanea
Sara Spizzichino - WONDERLAND (fotografie)
dal 27 settembre al 17 ottobre

Oggi sono andata in libreria e ho visto un libro. Ma dai. Si ma sto libro l'ho scritto pure io. Ma davero? E no. Stava sotto alla dicitura "Novità - Ristampe - Grandi successi". Avevo voglia di indicarlo col ditino e chiedere:"Ma questo è una novità, 'na ristampa, o perchè no, un grande successo?", ma poi la risposta, come un peperone, è venuta su da sola: quando non combinerò niente per mesi mi leggerò sotto "Novità", quando me sentirò vecchia me leggerò sotto "Ristampe", e quando c'avrò voglia de 'na sferzata de mitomania farò presto a passare a "Grande successo".| martedì 23 ottobre 2007 | |
|

Ciao Matteo. Stamme a sentì.
Si sono io, quindi è inutile che ti chiedi “Ma sarà lei?”.
E Matteo di Spizzico sei te, quindi è inutile che ti chiedi “Ma sarò io?”.
Visto che siamo tutti e due quelli chiamati in questione da questo messaggio, io cercherò di essere chiara, e tu presta la massima attenzione nonostante le ore, più che piccole microscopiche, che tre notti su sette devi cavalcà pè lavorà.
Punto primo: mettiti una mano sulla coscienza e sappi che mi sorella Grazia s’è messa a dieta e anziché paura de non dimagrì c’ha paura de ingrassà. Mi sorella Rivka mangia ancora fuori pasto, e aveva fatto giurin giurello che non l’avrebbe fatto più. Stanotte il mio amico Fabrizio s’è pure dovuto lavà la macchina, che vabbè, era na cosa che doveva fare da anni, ma non rientrava ancora nelle sue intenzioni. E vogliamo parlare di Oriana? Il suo mitico giubbotto che in realtà sono due ma non è dublefas (come se scrive sta parola?!?) non je risparmia il freddo che deve sentì tutte le notti sull’autostrada, da quando s’è fatto ottobre. Io ho cominciato a carburà coi saccottini notturni e c’ho fame tutte le notti perché ormai c’ho fatto l’abitudine.
Insomma la situazione sta diventando catastrofica, e se non si interviene immediatamente si potrebbero avere inquietanti conseguenze, che manco lo scioglipancia de Wanna Marchi riuscirebbe a fare qualcosa. E te dirò di più: quando torno a casa de notte, le monetine che mi dai di resto rotolano pè tutta casa quando me levo i pantaloni, svegliando mezzo condominio e peggio de tutti mi padre, che se je va bene riprende sonno dopodomani.
Vista la gravità di questa circostanza ho deciso di porre rimedio sperando che tu legga questo messaggio facendo appello al tuo buon cuore, e che ti faccia vivo in qualche modo.
Siccome non voglio passare la vita a chiedermi perché la polvere è nera sulle scarpe bianche e perché è bianca sulle scarpe nere, anche perché la vita è tanto bella quanto breve, ti invito a riflettere sulla misera fatica che costa mandare una mail al mio indirizzo con scritto qualcosa tipo:”Ma dai? Mica l’avevo capito, me fa piacere…” oppure “Raccatate sti saccottini e levate de mezzo.”. Siccome me comincio a sentì peggio della vecchia der video de Madonna, perché tutte le sere me faccio traghettà da una sponda all’altra di Roma, manco fossi il metronotte, se tu me fai sapè celermente se sta cosa c’ha un senso oppure no me faresti risparmià tempo, denaro, e pure qualche amico da chiamà per Natale, perché al momento me vogliono tutti depennà dall’agendina. E de sto passo pè le feste potrei finì a guardà la calzetta della befana che io stessa me so regalata.
Ti dirò una cosa che in genere non svelo a nessuno: so dire Supercalifragilistichespiralidoso al contrario, e francamente non so quante ne potrai incontrare nella vita di ragazze così, anche se te lo auguro perché sei una brava persona. Osodilaripsehcitsiligarfilacrepus. Hai visto? Crepus è un brutto finale, ma se continuo a ingurgitare saccottini alle due di notte credo che non ci sarà altro destino per me.
Se rispondi dimme pure come se scrive dublefas. Insomma, ho urgenza che tu me risponda, almeno pè dimme come se scrive dublefas.
Rispondi ar più presto.
Bonanotte.
Dal 22 al 29 di ottobre votate Fabio Mariani sul sito della Saatchi Gallery.
http://www.saatchi-gallery.co.uk/showdown/index.php?showpic=84502
Spargete voce, mi raccomando!!!
Chi volesse sapere di più sul conto di Fabio Mariani, può vedere il suo sito:
GRAZIE A TUTTI!

COMUNICATO STAMPA
ARTEINTERRAZZA
Martedì
Giuliana Stella presenta il libro Salto nel vuoto a cura di Tiziana Musi, Edizioni Gangemi 2007.
Il libro nasce da un corso di Storia dell’Arte svoltosi nell’anno accademico 2005-06 presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, nel quale si è esaminato il concetto di vuoto come una possibile e privilegiata categoria interpretativa di alcuni aspetti artistici del XX secolo. Ai saggi teorici di Tiziana Musi, di Giuseppina di Monte e di Giovanna Giaume , si sono affiancati quelli di alcuni allievi che hanno partecipato al progetto didattico Un artista incontra un artista realizzato nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, , con riflessioni e interviste immaginari ad artisti ormai storicizzati.
Elisabetta Cristallini, Storia dell’Arte Contemporanea,(Università della Tuscia, Viterbo)
Michele di Monte, Iconologia e iconografia (Università Ca’ Foscari Venezia )
Gregorio Botta artista
Elizabeth Frolet artista
SE IL PENSIERO SI FA VUOTO…
Di Sara Spizzichino
Cristiano Paliotto propone una visione metaforica del movimento a spirale legato alla nascita, ma anche appartenente ad una vitalità che, come un turbine fa convergere tutto verso di sé. La spirale, come
La nascita, attraverso la quale conosciamo la prima forma di assenza legata alla perdita, viene raccontata anche da Rivka Spizzichino, che ci fa entrare in una dimensione intima e ambigua legata alla condizione di essere madre. L’elemento voyeuristico determina un aspetto importante della questione, che consiste nell’osservazione tacita da parte di chi non è stato coinvolto dal trauma. È una condizione sottilmente violenta, che inscatola la donna nel vincolo del legame lacerante che esiste tra lei e il suo osservatore. L’atto del nascere è uno scivolamento verso la vita, e il primo grande vuoto che abbiamo lasciato si è concretizzato per mezzo della nostra stessa nascita: è l’inizio di un percorso esistenziale che comincia con una venuta al mondo traumatica e con la lesione fisica e psichica di chi ci ha messi al mondo. Anche la nascita, quindi, come la morte, trova un senso attraverso la perdita e la gestione di un lutto. Il ritorno all’infanzia, in Patrizia Pecorella segna un percorso intoccabile e delicato come i primi anni di vita. Il titolo diventa un suggerimento che aiuta a sciogliere l’enigma di uno sfocato ricordo infantile, dove il cammino prima della nascita diventa un viaggio a ritroso nel tempo in memoria di sé. La grandezza della memoria, nel lavoro di Pecorella, risiede proprio nella sua intangibilità, che coinvolge i sensi e stimola l’immaginazione a toccare quei ricordi infantili custoditi in silenzio come giocattoli in un baule. L’universo femminile e il suo lato oscuro è analizzato anche da Alessia Pamphili, che presenta un’incisione di grande formato con una figura femminile, circoscritta dall’ombra che la stringe e la delimita: il dialogo con l’universo dell’ombra e dell’immaterialità, testimonia la capacità di saper individuare delle relazioni indubitabili tra il mondo materiale, occupato dalla nostra fisicità, e quello incorporeo della nostra ombra.
Nel lavoro di David Antolini il robot d’acciaio presenta sé stesso come un’identità meccanica priva di coscienza, e viene immortalato seguendo l’iconografia del ritratto fotografico di stampo classico. L’automatizzazione dell’individuo conduce in maniera irreversibile ad una perdita di senso di ogni sua azione: l’uomo di latta non è altro che un impianto tecnologico, una sorta di ologramma che non può esistere concretamente, e che nel suo interno non contiene sangue che possa scorrere nutrendolo di vita. Tuttavia non possiamo ignorarne l’esistenza: perseverando nell’atavica convinzione che all’interno del vuoto non esista nulla, perdiamo consapevolezza che anche l’aria è fatta di sostanza. Il volto di questo robot esprime un tipo di condizione umana, non di personalità: se questo robot sia buono o cattivo non è in effetti molto importante: quello che Baum descrive come alla disperata ricerca di un cuore nella Città di Smeraldo, ora è un dispositivo tecnologico inconsapevole, al servizio dell’essere umano.
Valentina Berna Berionni toglie voce alla parola e la consegna al numero come principale mezzo di autodefinizione – Io=10 –, in cui la cifra chiama in causa la prima persona singolare, composta a sua volta da un sistema binario, la somma di 5+
Ambra Montemezzo, invece, fa riposare i suoi personaggi chimerici in ambientazioni fluttuanti e oniriche, che escludono qualsiasi collegamento con la realtà, ma che nascono dall’inconscio e dall’immaterialità del pensiero. Le sue donne sostengono ipermondi con la forza della mente, alla quale viene consegnato il più grande potere di cui l’essere umano sia capace: quello di poter immaginare, dominare e volare sospesi nel vuoto, attraverso la proprie fantastiche visioni. Mentre
Per Giacomo Orondini il ricordo è segnato da una lacerazione, qualcosa che è passato, ha ferito ed ora non c’è più, ma che se ne è andato lasciando una cicatrice che lui stesso si occupa di risanare continuamente. Il processo irreversibile della ferita da rimarginare diventa metafora del tempo oggettivo e non quantificabile, che si muove in un’unica direzione logorando tutto quello che incontra: svuotato quindi del suo significato primario attribuitogli dalla nostra società – la misura -, il tempo indica esclusivamente l’inarrestabile consunzione della materia – metaforicamente materia umana -, certamente inevitabile, prestabilita e fatale, nonostante il tentativo di Orondini di limitarne i danni, ma non misurabile in una data di scadenza. Insieme alle incisioni di Nicola d’Emma, contribuisce a rendere concreto il linguaggio sottile e intangibile della metafora, in cui una bruciatura simboleggia una ferita inferta, e la cicatrice il ricordo di questa.
Forse è proprio quando il pensiero si fa vuoto che i “vuoti” cominciano a pensare: l’artista, che per definizione svincola la propria mente dalle sovrastrutture per rendere il campo libero alla creazione, espone al pubblico la meraviglia che si nasconde in una stanza vuota, e che lui soltanto è riuscito a trovare. E lo fa con la stessa amorevole spinta con cui si potrebbe mostrare il proprio eroe d’infanzia preferito, dopo averlo fortemente cercato nel mare di ricordi chiuso in una stanza vuota che un tempo conteneva qualcosa. L’apertura della Step Gallery apre non solo le porte agli artisti, ma anche a chi come loro sa vedere oltre il perimetro della propria realtà: a chi con un solo passo sa superare il limite della propria immaginazione per farci salire dove risiede la fantasia e i piedi non toccano più terra. Certamente un piccolo passo per l’umanità, ma un grande passo per l’Accademia…
Via Ripetta, 222
Info: 06 32 18 005
arteinterrazza@gmail.com
Dal 16 ottobre al 30 ottobre
