Cerenova (Marina di Cerveteri). Paura e delirio ad alta quota e a velocità elevata sul temibile New Brucomela (Agosto 2008)
Édith Piaf – Non, je ne regrette rien
A me...
Si a me. Perchè ste ferie m'hanno stressato.
C'ho i pensieri che galleggiano intorpiditi nell'umidità di questo agosto senza pietà. E a quanto pare senza fine. E v'ho detto tutto.
Poi dici che uno finisce come un deficiente a 320Km orari in autostrada, pè fasse i filmati su you tube. Eccolo il mio divertimento off limits, anche io me la rischio per uscire dalla noia, e metto in gioco la mia posta più alta, la vita, per usare la morte come fosse un'evasione.
Quando sali sul Brucomela sai che potrebbe accadere.
E se non è l'alta velocità ad ucciderti, forse sarà l'altezza da cui potresti cadere. E se non è l'altezza, forse verrai accecato dalle lucette al neon. E se non verrai accecato, forse saranno le risate di chi è rimasto a terra, ad ucciderti. E se non è tutto questo, forse sarà più semplicemente l'usura del mezzo. Un bullone arruzzunito che ha allentato l'intero binario. Triste e solitario affronti la morte per fuggire alla noia, e solo una volta che sei su, solo quando hai puntato tutte le tue fisches su un unico numero, che quella roulette diventa all'improvviso una roulette russa, e la pallina è come un proiettile che può colpirti a morte.
E pensi: salgo quassù da quando avevo sei anni. Non un bullone è cambiato da allora...
Che ne sapete voi de Campo de Mare.
Che ne sapete del cavalcavia che ce pare na motagna che ce divide dal resto del mondo.
Che ne sapete del piano bar de Franco Zaccaria.
Dei Sebach sulla spiaggia libera.
Delle adolescenti amichette magre e amichette grasse, vestite attillate e con la stessa taglia. Delle loro unghie finte, delle loro frangette. Sintetiche, come i vestiti che portano.