Papago's adventures in Wonderland

Sono fuori di me, e sto in pensiero perchè non mi vedo rientrare. (Luigi Tenco)

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Nome: SARA SPIZZICHINO Contemporary artist //////////////// mail: sara@spizzichino.org

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mercoledì, 09 settembre 2009

C'ERA UNA VOLTA

Tanto tempo fa, in una casetta lontana lontana e piccina picciò, viveva Cappuccetto Rosso.

Cappuccetto Rosso ha circa 17 anni, e dentro il suo cestello porta sei Tennent’s Super: una per gli amici e cinque per sé, un tocco de fumo, e una chilata de bestemmie, che fanno tanto sexyslashdonnavissutaslashfemminadisinibita.

A un certo punto decide di avventurarsi nel bosco, dove arriva un lupo che le squarta la giugulare e, godendo come una bestia feroce qual è, in un tripudio di sangue e interiora la fa morire lentamente dopo atroci sofferenze.

E vissero tutti felici e contenti.

 

Ebbene bambini, la morale della favola è che ciascuno ha il destino che si merita, e che se Cappuccetto Rosso si comporta come una rimbambita, non è tutta colpa del lupo. Oggi anche io ho indossato qualcosa di bianco contro la violenza sulle donne, ma domani indosserei qualcosa di Rosso per ricordare a Cappuccetto di stare in guardia, farsi i cazzi suoi, e non fare troppo l’idiota.

Perché non le può andar sempre bene.

postato da: papagho alle ore 16:00 | link | commenti
categorie: adventures in wonderland
mercoledì, 08 luglio 2009

Parte alla grande la settima edizione del Festival della Fotografia.

In preda alla paranoia dei link che scadono, non linko ma incollo un articolo uscito dopo l'apertura del Festival di Corigliano Calabro.

E’ stato presentato ieri mattina, presso il Centro di Eccellenza di Corigliano Scalo, la settima edizione di “Corigliano Calabro Fotografia”, la manifestazione che ogni anno attira a Corigliano maestri di fama internazionale, editori del settore, critici e tanti giovani appassionati di fotografia che seguono gli incontri e i workshop in programma.
Al tavolo dei relatori erano presenti i due direttori artistici della manifestazione, Gaetano Gianzi e Cosmo Laera; il vice presidente e il segretario dell’Associazione Corigliano per la Fotografia che promuove ed organizza l’evento, Luca Policastri e Giorgio Tricarico; la giovane ma già affermata fotografa Elena Givone, protagonista di un workshop avente per oggetto “la Fotografia come arte”. Il Comune era rappresentato da Enzo Viteritti, Responsabile del Settore Cultura, che ha portato i saluti del sindaco Pasqualina Straface. Gli organizzatori hanno ringraziato l’amministrazione comunale, l’Assessorato al Turismo della Regione Calabria e la Provincia di Cosenza, particolarmente attenti alle esigenze logistiche della manifestazione. E’stato poi illustrato il programma di quest’anno, che si presenta particolarmente ricco di eventi. Spicca fra essi la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Bevilacqua, “Viaggi e paesaggi”, dedicato alla Calabria, prevista presso il Castello Ducale il 2 luglio alle ore 18,30. Saranno presenti l’autore, Florindo Rubettino e Antonio Schiavelli. Grande interesse per la mostra di Anna Romanello che sarà inaugurata venerdì 3 luglio alle ore 19,00 presso la Loft Gallery di Corigliano Centro, intitolata “Metamorphosen magica Roma magica Vienna”; oppure per il concerto di Marco Zurzolo previsto per lo stesso 3 luglio a Schiavonea in Piazzetta Portofino alle ore 22,00. Per il 3 luglio è anche previsto, alle ore 17,00, presso il Castello Ducale, la presentazione del saggio di Silvana Turzio dedicato a Gianni Berengo Gardin ed edito da Bruno Mondadori, alla presenza dell’autrice e dell’illustre Maestro. Per quanto riguarda le mostre si annuncia bellissima quella di Luca Campigotto, “Le misure della notte”, che raccoglie gli scatti effettuati dal fotografo veneziano alcuni mesi fa nel centro storico di Corigliano. Accanto a Campigotto saranno in mostra le opere di due protagonisti della fotografia europea come Guy Le Querrec con una mostra dedicata al Jazz e ai suoi interpreti, e Bernard Plossu la cui mostra si intitola “La musique de l’amour”. Da segnalare anche la mostra, anche essa come le altre allestita presso il Castello Ducale, intitolata “La Calabria del Touring”, risultato di una selezione fotografica effettuata presso gli Archivi Storici del Touring Club Italiano che raccoglie immagini del periodo 1900 - 1960. La stampa delle antiche foto è stata curata da Antonio Manta, considerato uno dei maggiori esperti nell’arte della stampa fine-art. Una selezione di immagini affascinante ed inconsueta che racconta una Calabria sconosciuta, colta nei suoi aspetti di vita quotidiana, nella bellezza del paesaggio ancora incontaminato, nei monumenti più significativi. Una mostra che l’Assessore Regionale al Turismo, Damiano Guagliardi ha intenzione di presentare in vari luoghi della Calabria, proprio per il suo grande valore iconografico, turistico e storico. Per i coriglianesi sarà sicuramente evocatrice di ricordi e memorie la mostra (Lo scrigno del tempo) che Luca Policastri ha dedicato al “vecchio” castello, quando in esso dimoravano ancora le suore con il loro asilo infantile. Un altro evento di rilievo è la presentazione di un video curato da Francesco Vitali Salatino, operatore della Mediateca Regionale di Corigliano, dedicato a Salvatore Grillo e Marina Guerra, fotografi bravissimi e sensibili nel cogliere particolari aspetti di vita quotidiana calabrese e romagnola degli anni 70-80 del secolo scorso. Ma elencare tutti i singoli appuntamenti in programma riuscirebbe impossibile. Gli appassionati, i curiosi o semplicemente quanti avessero voglia di esperienze stimolanti da un punto di vista culturale e artistico possono consultare il sito web dell’Associazione, www.coriglianoperlafotografia.it
che riporta dettagliatamente i luoghi e gli orari di ogni appuntamento.

Fonte: coriglianocalabro.it
venerdì, 26 giugno 2009

POST IT

Guarda che cosa hai combinato. Manco hai rifatto il letto, e il mio cassetto c'ha tutti i sogni in disordine. Che palle. Te ne sei andato a insegnare il Moonwalker agli angeli e noi qui c'avevamo ancora bisogno di te. Mi fai una rabbia che non ti immagini. Hai passato una vita a lottare contro i germi, e ti ha stroncato un infarto. C'avevi ragione sei proprio cattivo. Oggi guarda so proprio triste per colpa tua. Non hai pensato alla povera Annie? Da oggi nessuno le chiederà più se è tutto ok. Gli farò uno squillo io più tardi, ma sai benissimo che dovevi pensarci tu. Vabbè, ho lasciato le polpette in frigo casomai tornassi.
Ci manchi.

Sara
postato da: papagho alle ore 09:10 | link | commenti
categorie: adventures in wonderland
lunedì, 22 giugno 2009

FESTIVAL CORIGLIANO CALABRO

LOCANDINAwebDirezione Artistica: Gaetano Gianzi e Cosmo Laera
L’edizione 2009 di CORIGLIANO CALABRO FOTOGRAFIA testimonia la capacità di costruire attraverso manifestazioni culturali di alto profilo una fruizione completamente differente del turismo in una delle più suggestive mete della Calabria.
Giunge al settimo anno questo importante appuntamento con l’arte della fotografia e i suoi protagonisti: una rassegna organizzata dalla Associazione Culturale Corigliano per la fotografia con il patrocinio del Comune di Corigliano Calabro e con il finanziamento della Regione Calabria promossa proprio per concretizzare una passione nei confronti di uno straordinario territorio ricco di preziosi siti d’arte e di bellezze naturali. La fotografia sarà presente attraverso una serie di eventi con la presenza di qualificati operatori del settore, autori ed esperti che si confronteranno attraverso gli incontri con il pubblico, incontri, workshop, portaolio e mostre nella suggestiva cornice del Castello Ducale diventato ormai importante punto di riferimento per le attività culturali.
L’evento centrale di questa edizione è affidato alla straordinaria capacità interpretativa di Luca Campigotto, che ha realizzato una raccolta di immagini fotografiche su  Corigliano Calabro che saranno presentate al pubblico proprio in occasione della serata inaugurale del festival il 4 luglio 2009.


INAUGURAZIONE
4 luglio 2009 – ore 19.00 Castello Ducale di Corigliano Calabro
Interventi: Il Sindaco della Citta’ , l’Assessore al Turismo della Regione Calabria Damiano Guagliardi, il Presidente della Provincia di Cosenza, Antonella Pierno (Accademia di Belle Arti Brera di Milano), Fulvio Merlak (Presidente FIAF), Vittorio Cappelli (docente di Storia Contemporanea e responsabile per le arti visive del CAMS\Unical), Tiziana Musi (Critico d’arte e docente di Storia Contemporanea Accademia di Belle Arti di Roma), Rocco Pangaro (direttore Accademia di Belle Artri di Catanzaro), Carmelo Nicosia, Maria Teresa Cerretelli (photo editor di Class e presidente del GRIN), Francesca Fabiani (responsabile delle collezioni di fotografia del MAXXI  Architettura),  Valeria Moreschi (FNAC Italia),  Cosmo Laera (Direttore Artistico),  Gaetano Gianzi (Direttore Artistico e presidente dell’Associazione Culturale Corigliano per la Fotografia), Gennaro Cosentino (giornalista RAI).
(direttore Accademia di Belle Arti di Catania),

Mostre – 4 luglio 2009 – 15 settembre 2009 Castello Ducale di Corigliano Calabro
Luca Campigotto – le misure della notte
Guy Le Querrec -Jazz de J à ZZ
Bernard Plossu - La musique de l’amour
Elena Givone - Flying Away – Florianopolis 2008
La Calabria del Touring
Marina Guerra - Storie di donne nel tempo
Antonio Manta – Glimpses of the Casbah
Luca Policastri – Lo Scrigno del Tempo
Fotografia Accademica – ricerca e produzione iconografica

  • in collaborazione con le Accademie di Catania, Catanzaro, Roma e Milano. Opere di Carmen Cardillo, Lidia Zinna, Orianna Tabacco, Domenico Mendicino, Laura Pisacane, Ana Maria Terzoni, Giulia Frati, Sara Spizzichino, Donato Del Giudice, Enrico Smerilli, Matteo Cremonesi.
Anna Romanello – Metamorphosen magica Roma magica Vienna
Inaugurazione venerdì 3 luglio 2009  ore 19.00
Loft Gallery arte contemporanea - Via Margherita, 47 – Corigliano Calabro


Portfolio Italia 2009 2a edizione - Gran Premio Epson - Premio Kiwanis Club Prato
4-5 luglio ore 9.00-12.30/15.30-18.00 presso il Castello ducale di Corigliano Calabro con:
Elena Ceratti – Agenzia Grazia Neri
Mariateresa Cerretelli - photo editor di Class e presidente del GRIN
Carlo Ciappi – Docente DAC/FIAF
Francesca Fabiani – Responsabile delle collezioni di fotografia del MAXXI architettura
Renata Ferri - photo editor di IO DONNA
Elaine Harris - art buyer e producer ZOTOPROD, Francia
Cosmo Laera – Fotografo e Art Curator
Fulvio Merlak - Presidente FIAF
Valeria Moreschi – FNAC Italia
Carmelo Nicosia - Direttore Accademia di Belle Arti di Catania
Pippo Pappalardo - Docente DAC/FIAF
Antonella Pierno – Docente Accademia di Belle Arti di Brera
Giancarlo Torresani – Docente e Direttore DAC/FIAF
Silvana Tursio – Storica della fotografia e Curatrice
Francesco Zanot – Agenzia Contrasto
Incontri/Workshop –28 giugno 2009 / 5 luglio 2009 Castello Ducale di Corigliano Calabro

Elena Givone - La fotografia come arte (gratuito)
29 giugno 2009/1 luglio 2009 inizio incontro ore 10.00 presso il Castello Ducale
Guy Le Querrec - Jazz come une image (€80 per i soci FIAF, €100 per i non soci)
2/3 luglio 2009 ore 10.00 presso il Castello Ducale
Antonio Manta - Post Produzione e Stampa (€80 per i soci FIAF, €100 per i non soci)
4/5 luglio 2009 inizio incontro ore 10.00 presso il Castello Ducale

mercoledì, 10 dicembre 2008

GRUPPO BODONI

Grùp/po: s.m.
FO
1a insieme di più cose o persone riunite assieme o poste l’una accanto all’altra: un g. di piante, di case, un g. di bambini, di turisti
1b insieme di persone caratterizzate da ideali e interessi comuni o da un comune obiettivo: far parte di un g., g. giovanile, religioso, sportivo, politico
1c insieme di persone che collaborano in un’attività organizzata: g. di ricerca, di studio
1d complesso musicale: un g. rock, un g. vocale
(Tratto dal Dizionario della Lingua Italiana Tullio de Mauro)
 
Bodoni è il nome di una via, in cui c'è un piccolo appartamento un po' dissestato. Tra il 2005 e il 2006, in quella casa col bagno rosa e i pavimenti dalle fantasie discordanti, un gruppo di quattro insonni con l'ossessione della pittura e della fotografia, trascorreva la notte tra discussioni e pianificazioni in ambito artistico. Non mancavano mai vino e sigarette. Spontaneamente, nell'ambito di pochi mesi, il gruppo di Via Bodoni, decise di unirsi in risposta alle numerose difficoltà che  un artista avrebbe dovuto affrontare individualmente, decidendo appunto di chiamarsi Gruppo Bodoni. L'unione - che notoriamente fa la forza - non era una forma conclamata di progetti artistici comuni, ma una spinta forte e comune verso l'attività individuale di ognuno. Il Gruppo Bodoni era un supporto motivazionale, più che un'idea di lavoro comune. Nel 2007, ad aprile, la neoformazione artistica romana è in mostra per la prima volta, con Slot, in una nota galleria della capitale, con un lavoro che serviva a mettere in evidenza le caratteristiche individuali di ogni singolo componente del gruppo. Il primo progetto comune - percorso parallelo ai progetti individuali di ognuno - risale al luglio scorso, quando da Livorno (città in cui il gruppo era allora in mostra) un curatore appassionato chiede loro un nuovo progetto, stavolta comune. Così, su una panchina dei giardini del quartiere romano Testaccio, dopo una discussione lunga una notte, nasce spontaneamente il nuovo progetto che li porterà nei mesi successivi alla disperata ricerca di una location adeguata. La location è una fabbrica in disuso, nei dintorni di Roma. La ricerca però è abbastanza complessa perchè se 9 industrie su 10 andrebbero bene, solo 1 su 10 non è fatiscente, ma magari la buttano giù in breve tempo.

Ora dovreste ascoltare Viscious versione studio di Lou Reed.

Per saperne di più:
SERGIO SALOMONE
SARA SPIZZICHINO
ORIO GELENG
RIVKA SPIZZICHINO
giovedì, 18 settembre 2008

QUASI NERO - OPENING

Mostra collettiva al Complesso Monumentale della Santissima Annunziata. Gli artisti in mostra: Filippo Saccà, Orio Gèleng, Sara Spizzichino, Mario Lucchesi. In assenza di luce l'occhio riposa per vedere nuovamente: il nero porta con se' la promessa del giorno, dopo la notte.

Fino al 26 settembre 2008.


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venerdì, 05 settembre 2008

MOSTRA COLLETTIVA AL COMPLESSO DELL'ANNUNZIATA

invito ANNUNZIATA

Con il patrocinio del Comune di Tivoli, il 15 settembre 2008 alle ore 18 verrà inaugurata la mostra collettiva

QUASI NERO, ANTEPRIMA DALL'OSCURITA'
Complesso dell'Annunziata, Piazza Campitelli [Tivoli]

Tivoli, Complesso dell’Annunziata.
Perché una mostra sul nero? Simbolo di oscurità sin dai tempi antichi, presagio fatale di forze incontrollabili che agiscono sull’uomo in modo indelebile, il nero ha alle sue spalle una storia funesta raccontata dalla società.
Quattro artisti si confrontano celebrando il nero. E ognuno di loro lo interpreta, lo comprende, e in un certo senso lo chiarisce, sottoponendo agli occhi dello spettatore una visione nuova e stimolante. La tematica dell’inconscio, l’esplorazione della propria identità, la paura della perdita di questa, e la divulgazione delle nostre tensioni attraverso la metafora arte: tutto questo viene sezionato dai quattro autori, che fanno dell’oscurità una condizione di assoluta fertilità da cui ogni nuovo progetto di vita diviene potenzialmente possibile, presentando l’inconscio attraverso la celebrazione dei suoi lati oscuri.
Filippo Saccà instaura con la tela un rapporto dialettico che arriva ad una dimensione fisica: il suo corpo si fa oggetto in favore di un’esperienza artistica totale, memore della pittura d’azione americana. Il tema dell’inconscio resta inglobato all’interno dell’uomo in un susseguirsi di evoluzioni che viaggiano con l’evolversi della società: Saccà si nutre di immagini sempre nuove che appartengono a tutti e che esplodono nella tela come i pensieri cupi nella mente, facendosi linguaggio e materia, e assumendo una bellezza che diventa sublime perché fatta di gioia e disperazione. Clyfford Still considera presuntuosa e irrilevante ogni richiesta di comunicazione, perché dentro l’area visibile del quadro si muove l’invisibile ombra del nostro inconscio, che partecipa soggettivamente alla visione, proiettandosi come paura, speranza, inquietudine o gioia. Ciò che conta è che col tempo non si impari ciò che ci è stato insegnato a vedere: l’inconscio è una valigia in disordine che non dovremmo mai riordinare, per perseverare, in mezzo alla confusione, nella ricerca di qualcosa che somigli al nostro pensiero. Nelle parole di Saccà:“Non è un argomento nuovo quello della dimensione inconscia: già Pollock, Rothko e Hofmann sessant’anni fa lo avevano affrontato. Il fatto è che credo che l’arte non sia più una questione di novità - anche perché ora siamo pieni di false novità e di veri ciarlatani -, ma credo sia solo una questione di espressione di noi stessi.”
L’inconscio dunque porta a cercare similitudini tra il nostro pensiero e il mezzo per raccontarlo. Per fare questo Orio Geleng torna all’Origine: una situazione iniziale, remota e oscura che vive incontrollata nel ricordo intangibile dell’origine dell’universo. Il grande contraccolpo scatenato dall’assestamento di pianeti e orizzonti stellari viene ripetuto in forma di pittura e prende vita attraverso le composizioni cromatiche, che oscillano nello spazio  in questo senso pittorico  alla ricerca di un assetto armonico. E’ l’evoluzione del tutto, scandita nell’accomodarsi vicendevolmente: un’entità si sposta lentamente verso l’altra, raggiungendo la propria dimensione, il proprio spazio  in questo senso stellare  e una stabilità dopo la grande esplosione. In questo contesto domina lo spazio nero  il buco -, un’entità densa e invisibile, di cui sappiamo solo indirettamente e che attrae tutto verso di sé dando vita all’Orizzonte degli Eventi: una situazione di confine dove non arrivano luce e materia, una terra di nessuno dove la scienza non può più calcolare. Da qui, secondo Geleng, partono tutte le evoluzioni possibili come Dio, la vita, l’universo in espansione: ciò che non può darci risposta certa riguardo la propria origine ed esistenza.
Mentre Mario Lucchesi si muove entro il perimetro di un numero limitato di colori, l’elemento portante tra questi resta il nero, così convincente nella sua forza, da consolidare le posizioni e la presenza degli altri. E’ un lavoro indivisibile dalla musica: in un suo quadro il controluce è da considerarsi come un contrappunto, una combinazione di melodie che fa del suo linguaggio eterogeneo un motivo musicale che vive di contrasti all’interno della tela. La responsabilità del nero in questo caso è di trovarsi di fronte a tutto restando nell’ombra, e attraverso questa illuminare il resto, confinato alle sue spalle. Cosa accadrebbe in questo caso se il nero non ci fosse? Perderemmo la nostra terza dimensione: quella della profondità, dello spazio che fa propagare il suono, e insieme a tutto questo perderemmo la musica, e con lei il colore, in sostanza ogni cosa. Nella mancanza di un solo elemento, immediatamente anche gli altri perderebbero valore. Come un accordo, le vibrazioni suscitate dall’armonia di elementi diversi toccano la nostra emotività, facendoci sentire parte di un tutto, che sa funzionare insieme come una grande esecuzione sonora, in cui ad ogni accordo musicale ne corrisponde uno cromatico, non meno importante.
Sara Spizzichino racconta di un’oscura tana del coniglio, che come un ponte collega reale e immaginario. Wonderland diventa un viaggio magico attraverso la facoltà di comprendere situazioni emotive, dove il gesto del riflettersi in uno specchio e il riflettore puntato su di sé diventano metafore che indicano lo stesso significato. Sara Spizzichino, autoritraendosi in un contesto totalmente astratto, non espone sé stessa, ma la visione allegorica di un intimo stato d’animo, in cui il paradigma Sara/Alice non è un altro modo per autodefinirsi - non si tratta di un alter ego - ma la possibilità riservata a ciascuno di osservare se stesso da lontano. Le figure, nella loro immobilità mostrano una situazione d’interludio senza fine, che lascia tutto sospeso bloccando lo scorrere del tempo e ogni sorta di azione possibile. Estratto da un lavoro che prende il nome dal meraviglioso paese in cui l’eroina Alice si perde mentre è alla ricerca di ciò che va oltre la realtà, Wonderland diventa un viaggio all’interno dell’intima oggettività di ciascuno: un autoritratto fiabesco entro il quale ognuno può - come Alice attraverso lo specchio  guardare sé stesso aspettando di vedere il proprio riflesso, nell’unico posto - il sogno - dove la sola realtà attendibile è quella dell’illusione.
La mostra vuole essere una metafora che invita ad andare oltre le apparenze e i luoghi comuni. Un suggerimento ad oltrepassare la soglia che divide l’educazione impartitaci dalla nostra individualità, ciascuno abbandonandosi alla propria esperienza della visione. Perché nessun colore, come un’idea o uno schieramento politico ha un significato assoluto. In assenza di luce l’occhio riposa per vedere nuovamente: il nero porta con sé la promessa del giorno, dopo la notte.

Dal 15 al 26 settembre 2008
Complesso dell'Annunziata, Piazza Campitelli [Tivoli]
lun/dom dalle 16 alle 24 (sabato dalle 21 alle 24)
Ingresso libero

lunedì, 07 luglio 2008

IL PIANO B

Si dice "prendi l'arte e mettila da parte". Si vabbè questo s'era capito. Ho un piano B. Se dovesse essere l'arte a mettere da parte me aprirò l'Emerald Bar, una distilleria con liquori da me preparati, dove i barman avranno dai sessantacinque anni in su, per servire bevande  miracolose e lezioni di vita alllo stesso tempo. E anche per evitare le scureggione biondine che puntualmente si palesano con i loro capelli biondi, le loro infradito e il piercing sulle unghie, tanto per rimorchiare il barista carino.
Dietro il mio bancone troneggia un monito:"Vendiamo il vino, non il vizio". Sarà un luogo dove gustare bontà etiliche e la propria solitudine, dove si può godere del senso di attesa interminabile che certe volte è la vita, senza entrarci troppo in paranoia: aspettare che un liquore faccia il suo tempo prima di arrivare a maturazione per poterlo gustare, è una grande lezione di vita... e poi è un omaggio a Sammy, costretto a spazzare il pavimento, e insieme a quello i suoi sogni dalla testa, all'Emerald Bar, nella grande canzone dei Queen "Spread your wings".
Niente tavolini laccati di Ikea, niente atmosfera fashion, niente musica d'ambiente. Tutto bocciato: l'arredamento sarà rigorosamente di seconda, terza e perchè no anche quarta mano, perchè qualcosa che un tempo è appartenuto a qualcuno c'ha tutto un altro sapore... e all'Emerald Bar è il sapore che conta.
Confesso che ci sono volte in cui il mio piano B mi piace più del mio piano A. In entrambi i casi, come diceva il grande insegnante John "Hannibal" Smith:

"Adoro i piani ben riusciti."

Per trastullarvi nell'attesa degustate questa canzone:

"The Queen - Spread your wings"