Papago's adventures in Wonderland

Sono fuori di me, e sto in pensiero perchè non mi vedo rientrare. (Luigi Tenco)

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Nome: SARA SPIZZICHINO Contemporary artist //////////////// mail: sara@spizzichino.org

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martedì, 23 giugno 2009

MEDIA VITA IN MORTE SUMUS

Sabato scorso a Campo di Mare, intorpidita cittadella del litorale romano più volte nominata nel mio blog, muore un giovane ragazzo mentre faceva kitesurf, in un modo atroce.
La morte di questo poveretto risveglia dal coma il mio blog, intorpidito dal tempo e dalla mia impenitente svogliatezza, e con lui sveglia un sacco di altra gente, che all'improvviso si mette giù a cercare "morte a campo di mare", "filmato morto a campo di mare", e una serie di altri eccetera
che non sto qui a specificare.

A Campo di Mare non succede mai un cazzo. Poi all'improvviso muore uno, e come la scossa di un defibrillatore, tutti si risvegliano con un balzo.
postato da: papagho alle ore 09:29 | link | commenti
categorie: autunno, afasia, interludio, campo di mare
lunedì, 24 novembre 2008

postato da: papagho alle ore 09:23 | link | commenti (4)
categorie: autunno, interludio
mercoledì, 19 novembre 2008

///SEMPRE///

dream copia
postato da: papagho alle ore 19:07 | link | commenti
categorie: autunno, afasia, interludio, vita morte e ben pochi miracoli
venerdì, 31 ottobre 2008

QUASI NOVEMBRE

DSCF2622webSpalato/Ancona - Nave

E’ stato un ottobre orribile. In questo ultimo quarto d’ora mi godo questo tempo per avere la soddisfazione di strapparlo dalla pagina del calendario e buttare via trentuno giorni di malinconia. La morte è qualcosa che si capisce meglio solo quando si ha fede. Credendo, si ha la possibilità di credere che il dolore non sia fine a sé stesso, e che trovi un senso profondo e catartico nell’attesa. C’è molta tenerezza negli uomini, quando si aiutano attraverso l’illusione, ed è forse questo il senso vero delle cose. Non sempre un’illusione arriva per nuocere, ma anche per lenire il dolore, e con questo sentimento si aspetta il proprio turno nella speranza di un incontro con chi prima di noi è partito. Bisogna avere coraggio per entrambe le cose: per credere in qualcosa al di sopra di noi che muova ogni nostro gesto, e che abbia l’eco di un’allucinazione. Essenza in cui teneramente ci ostiniamo a credere, nella speranza che non ci abbia presi in giro e che ci riporti, come promesso, da chi abbiamo perduto. O per credere che siamo soli, e che non c’è niente al di sopra di noi, e non c’è niente, dopo. E con questo scontarci in vita tutta la pena da soli. Penso alle persone che in questo insopportabile ottobre non vedranno novembre. E che non c’è veramente bisogno di aspettare novembre, per ricordarle.

postato da: papagho alle ore 23:20 | link | commenti
categorie: viaggio, autunno, interludio
martedì, 28 ottobre 2008

SKIN

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postato da: papagho alle ore 13:52 | link | commenti
categorie: interludio
venerdì, 17 ottobre 2008

CIAO CARLO

Immagine 017web
postato da: papagho alle ore 14:54 | link | commenti (1)
categorie: viaggio, autunno, interludio
giovedì, 16 ottobre 2008

SABATO, 16 OTTOBRE 1943

DSCF3871web
PUBBLICO UN ESTRATTO DAL LIBRO DI SETTIMIA SPIZZICHINO "GLI ANNI RUBATI", E VI RICORDO CHE A PARTIRE DA OGGI, PER UNA SETTIMANA, AL BINARIO 1 DELLA STAZIONE TIBURTINA (LUOGO DAL QUALE E' PARTITA INSIEME AD ALTRE MIGLIAIA DI EBREI NEL 1943) VERRA' PROIETTATO IN LOOP IL SUO DOCUMENTARIO, CHE CONTIENE INOLTRE LA SPECIALE TESTIMONIANZA TRATTA DALL'INTERVISTA REALIZZATA DA MIA ZIA PER LA STEPHEN SPIELBERG FOUNDATION.

NON DIMENTICATE, MAI.


"Anche per questo, per evitare che cose simili accadano ancora, io continuo a ricordare e a raccontare; per questo e per la memoria di quelli che non sono tornati. Per mia madre, le mie sorelle, mio fratello, mia nipote. Per le mie compagne assassinate e per tutti quelli che sono morti ad Auschwitz, Bergen Belsen e negli altri Lager. Per quelli che sono rimasti per la strada durante la terribile marcia che da Auschwitz ci portò a Bergen Belsen e per quelli che da Bergen Belsen non sono usciti. Per tutti gli altri che sono morti di sfinimento, di malattie, di crepacuore dopo la liberazione. Per quelli che a casa hanno atteso e atteso invano.
Per tutti gli anni che ci hanno rubato, che hanno rubato ai milioni di uomini, donne, bambini - specialmente bambini! - che sono rimasti nei Campi. Quanti anni - decine, migliaia, milioni - avrebbero avuto da vivere ancora? Quanti anni di vita sono andati in fumo nei forni crematori dei Lager, nel più mostruoso furto della storia?
Seguiterò a raccontare finchè avrò vita. Per questo, credo, sono tornata: per raccontare."

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(B. Brecht)

postato da: papagho alle ore 19:42 | link | commenti (1)
categorie: shoah, interludio, spizzichino
venerdì, 03 ottobre 2008

GASTONE

"Non sapevo fare nulla: facevo il romano, e fare il romano era la mia passione. A Nizza, Parigi, all'Avana, al Messico, a New York, Buenos Aires, a Rio de Janeiro e nell'interno del Brasile, parlavo romano; cantavo li stornelli che nissuno, magari, li capiva, ma tutti li applaudivano. Un bel fenomeno. Allora mi convinsi che nascere romano era una concessione speciale di Nostro Signore Gesù Cristo".

 

- Ettore Petrolini -


postato da: papagho alle ore 17:17 | link | commenti
categorie: arte contemporanea, interludio
venerdì, 12 settembre 2008

NOTTURNO

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                                 Black Session - Papago fotografata da Rivka Spizzichino

Il mio umore è tramontato alle 11.07 del giorno. Così scrivo un notturno.
Questo 12 settembre umido mi fa sentire scomoda nelle mie scarpe, come quando queste si inzuppano in un piovoso novembre, e io faccio tardi a tornare a casa. Mancano tre giorni al mio ventottesimo compleanno, che arriva sempre prima di quando me l'aspetto, e c’ho la testa come un dindarolo pieno con le tasche vuote. Avrei voglia di pensare alla pioggia che scende oggi non come fosse un dispetto, ma come un solvente che cancelli la linea gialla che divide me dal resto. E che tutto questo si schiarisca, almeno una volta, per apparire nitido e pieno di colore com’era prima, portando la gioia di una bella fotografia scattata in estate. Quando sorridevo, aspettando settembre.

Mi chiedo dove sia finito tutto il resto, che prima si sporgeva timidamente accendendosi in un sorriso per dire:"Sono qui", e che ora sembra essere rimasto in tasca come gli spicci quando esco dal bar. Pronto a cadermi giù dai pantaloni come una moneta, quando me li tolgo per andare a dormire. E quando qualcosa scivola giù, finisce sempre fuori mano: c’è una strana legge fisica, che vede sempre un oggetto caduto precipitare in un tombino, sotto il letto, o in ogni altro posto desolatamente irraggiungibile. E non so se ho teso le braccia abbastanza da poterlo recuperare.

Sto sempre meglio, nei miei vestiti di ieri. E c’è un dannato star bene, nel sentirsi così.

martedì, 20 febbraio 2007

[WONDERLAND]

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Tre momenti all’interno del vuoto oscuro in cui è caduta l’eroina di Lewis Carroll, Alice. Quella che lei credeva essere la tana del bianconiglio, si rivela momento di  passaggio tra due realtà differenti, tanto reale l’una, quanto immaginaria l’altra. Avvolta nell’oscurità, come nel sogno, la tana è il ponte che collega reale e immaginario: un ingresso verso il cambiamento, reso possibile attraverso la mente. La sospensione all’interno di un vuoto oscuro fa scivolare rapidamente con curiosità e angoscia nei paradossi del nostro essere, quando questo viene richiamato all’ordine per essere scardinato e analizzato, con tutto ciò che ne deriva: paura, avanscoperta, gioia, inquietudine. Un autoritratto fiabesco entro il quale ognuno può riflettersi, sospeso tra ragione e fantasia.