Pubblico qui di seguito un post scritto e pubblicato poco fa sul blog di Rivka, perchè vorrei che le consideraste anche parole mie.
rivkaspizzichino.splinder.com
Leggete.
Per fortuna, conosco persone migliori di lei. Persone che ragionano, che non hanno due neuroni e pure malconci in testa. Persone che diversamente da lei, per difendersi, non hanno bisogno di dire bugie, come fa lei. Ultima fra le tante bugie: secondo lei che lavora tanto poverina, io mi farei dare i soldi da papino. Anzi secondo lei, io, andrei a comprarmi i pantaloni e poi andrei a richiedergli i soldi. Ovviamente lei sa che non è così, perchè lavoro, come tutti. E molti dei naviganti di questo blog sanno dove e quando lavoro. Sanno che faccio fotografie e seguono le mie mostre, sanno che ho ripreso a dare esami all'università e sanno che per campare vendo cartucce in un negozio, a volte mattina e pomeriggio, a volte solo di pomeriggio. Solo che non me ne faccio una malattia, come fa lei. Allora sembra che non lavoro. Non ho mai negato di non navigare nell'oro, ma campo, e campo di mio. Non mi metto a contare i soldi che porto a casa dopo una giornata di lavoro come fa lei con me, ma li porto. Lei lo sa, ma non sa di cosa accusarmi. Sono sollevata dal fatto che di fronte ai miei racconti su di lei, tutti sgranano gli occhi, e mi rispondono sempre con lo stesso tono "Vabbè ma nu sta beneee...".
Ecco tutte le persone che sono migliori di lei, tra questi:
Lavoratori full time, lavoratori part time, lavoratori a tempo indeterminato, lavoratori a tempo determinato, lavoratori a progetto, lavoratori in nero, stagisti, scaricatori ai magazzini generali, neolaureati, laureandi, ferramenta, falegnami, commessi, baristi, storici dell'arte, graphic designers, artisti part time, artisti full time, stilisti, registi, pubblicitari, fotografi, pittori, scultori, bibitari allo stadio, operatori call center, psicologi, architetti, attori, programmatori, commercialisti, avvocati, operai edili, operai in una fabbrica di stampi plastici, scenografi, babbi natale nei centri commerciali, impiegati postali, parcheggiatori, massaggiatrici plantari, musicisti, impiegati statali, gelatai, militari. Tutti, o la maggior parte, fortunatamente amici miei.
John
Sergio
Orio
Fabio
Raoul
Michele
Lorenzo
Mauro
Barbara
Fabrizio
Lorenzo M.
Eleonora
Samantha
Lapo
Gabriél
Lea
Grazia
Oriana
Sara
Gaspare
Francesca
Mark
Stella
Michelangelo
Francesca M.
Filippo
Mario
Daniele
Gaia
Dina
Mirko
Davide V.
Carmine
Roberto
David
Nick
Anthony
Khaled
Liana
Luca
Irene
Sandro
Andrea
Valentina
Giuseppe
ORA PUBBLICO UN POST PRECEDENTE INTITOLATO "DIAMANTI E SAMPIETRINI", CHE RIVKA HA SCRITTO IERI. MI PIACE PUBBLICARE TUTTO QUESTO, COME SEGNO EVIDENTE DI MANCANZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DELLA GENTE CON POCO VALORE. POCO IMPORTA SE INSIEME ALLE CARTACCE TOCCA BUTTARE AL CASSONETTO 22 ANNI DI ONORATA AMICIZIA.
QUANDO L'UNICA COSA CHE PERDI E' UN SAMPIETRINO, LA RIFLESSIONE GENERALE E' CHE A ROMA DE SAMPIETRINI CE NE SO TANTI... SO CHE POSSO FARE DI PEGGIO, E SO ANCHE CHE POSSO TROVARCI UN MALSANO GUSTO NEL FARLO.
AVVISO IMPORTANTE
IO E RIVKA, DI COMUNE ACCORDO, ABBIAMO DECISO - IN QUESTA SITUAZIONE - DI SFODERARE TUTTO IL PEGGIO DI CUI SIAMO CAPACI, CONSIDERANDO CHE VIE ALTERNATIVE (DIALOGO, DIPLOMAZIA, COMPRENSIONE) NON SI SONO RIVELATE EFFICACI. CI SCUSIAMO CON GLI UTENTI PER IL FRASARIO PARTICOLARMENTE COLORITO.
"DIAMANTI E SAMPIETRINI"
Sono stanca. Le ho provate tutte, ma ora sono stanca. E quello che speravo di ottenere lottando, ormai di fronte a questa stanchezza, si è sgretolato e non esiste più. Ci sono cose che nella vita, non posso capire, non c'arrivo. Non so come si fa a odiare le persone che lavorano con noi e poi volergli somigliare a tutti i costi. Forse perchè si preferisce essere ben accettati piuttosto che in evidenza per le nostre caratteristiche che potrebbero non trovare il consenso generale. Così, se prima a malapena avevamo una personalità, ora non eiste più manco quella ("hai ragione ma che cazzo devo fa?"). Così infondo infondo ci stiamo plasmando, ma tanto che ci importa, infondo mica ci credevamo così tanto a tutte le cose alle quali credevamo prima: la coerenza, il senno, i nostri sogni personali... Ma chi se ne fotte. Si si, cambio tutto con incoerenza, stupidità e fanculo i sogni personali, tanto qui mi danno i soldi. Nella vita quello che conta sono i buoni pasto sa. Mica la sanità mentale, mica la serenità lavorativa e quella coi nostri affetti. I buoni pasto e il reddito danno dignità all'essere umano. E in parte è vero, ma solo per chi ha carenza di personalità e qualità, e questo purtroppo (dopo tanta fatica per far risultare il contrario) mi sa che è il caso. Chi sa mettersi in gioco, non teme nulla, perchè dalla sua ha un sé grosso come un palazzo, che in ogni circostanza lo rende sicuro e consapevole che il meglio è quello a cui lui vuole arrivare, che la meta è ben altro, nella vita. Che prima di sentirci sto cazzo per una manciata di soldi, dovremmo chiederci se sappiamo stare al mondo. O se, con il nostro atteggiamento, con i nostri infantilismi, con i nostri cambiamenti, e i nostri scatti da matti abbiamo reso la vita impossibile a qualcuno. Non possiamo stupirci di nulla, non possiamo stupirci se una due e tre volte, ci viene detto di essere diversi, di essere incompatibili nella stato attuale in cui ci troviamo. Ma invece no, ci incazziamo, andiamo su tutte le furie e diciamo cose stupide, che pure i fessi direbbero "ammazza quanto è fesso questo!" Allora preferiamo inveire contro chi, magari a brutto muso, sta cercando di riaverci per come eravamo. Ma no, meglio difenderci, contro questi amici. Perchè è meglio ammettere che sò gli altri, piuttosto che renderci conto, a un certo punto, che siamo peggiorati, e tanto. Che siamo instupiditi. Che siamo leggeri e tonti. Che con noi non si può parlare come si faceva prima. Che l'ignoranza del linguaggio che abbiamo dovuto imporci per vivere serenamente nell'ambito in cui lavoriamo (e questo è tutto dire) a chi non ci conosceva così, è intollerabile. Allora gli si dice con le buone e con le cattive "non puoi tornare ad essere com'eri prima? No perchè così siamo incompatibili.." E con acutezza e lucidità risponde "Scusa eh... Ma stando a quanto dici tu... CHE CAVOLO dovrei fare? m dici che sono cambiata, che dipende dal posto di lavoro, etc che dovrei fa? IO NON MI LICENZIO CAPITO? lo trovo uno stupido ricatto amicale. cmq dovresti farti una domanda su quello che è successo a te! quando abbai tu, va bene, appena vedi che anche gli altri sn in grado di rispondere scappi!" Avete capito? non solo mi risponde fischi pe fiaschi, ma dice pure che mi tiene testa??????!!!!!! E a questo punto, ho iniziato a capire con chi avevo a che fare. Così, le speranze di risolvere la questione, sono precipitate. Ma come fa a non capire che quello che chiedo è che resti la stessa, indipendentemente dal lavoro e da chi frequenta. Ma come fa a non capire che io non ce l'ho con quel posto di lavoro, ma con lei che cambia in funzione di ciò??????? Mi sembra di parlare da sola. E' davvero frustrante.
Comunque, tornando alle nostre debolezze di esseri umani, dopo il lavoro, manca la macchina e il fidanzato, e poi siamo a posto. Per la macchina, metto da parte qualcosa. Per il fidanzato, ora che mi ricordo, c'era quel tipo che ho sempre trovato ripugnante. Quello che mi chiamava finchè il gestore non sradicava la linea e subito dopo ricominciava a chiamare e così tutta la sera mentre io cercavo di farmi la mia serata in giro con gli amici. Quello che per me non era niente, e che mi rendeva indigeste le serate offendendomi perchè non gli davo attenzione. Quello che troppo spesso m'è venuto in mente di chiamare la polizia per levarmelo dai coglioni. Quello che di lui mi urtava tutto, al punto che diverse volte gli ho detto di non farsi sentire più. Ma sai che faccio? Mi metto con lui. Perchè siamo stanchi di star soli. Che importa se criticavo tanto quello che mi piaceva prima di lui per essersi messo con una perchè ha sentito di non avere scelta, w la coerenza e faccio altrettanto. Infondo non posso manco contare su qualche qualità che so mettere in evidenza, per sentirmi ancora più apprezzata, visto che ho deciso di amalgamarmi per benino. Mi serve qualcuno che stia con me, anche se l'ho sempre trovato abominevole. E visto che anche io sotto sotto ho una bassa considerazione di me, penso di poter meritare solo questo. Ecco, ora posso andare in giro a dire che sono felice, e chi se ne importa se so bene di essere una tristona che si era stancata di star sola. Ma la realtà, che tutti vedono, è che io della mia vita non ho mai seguito la mia natura. Ho ragionato per elementi, a compartimenti stagni, per quello che gli altri hanno e che vorrei anche io perchè così sono uguale a loro. Per me l'importante è essere ben voluta, io sono buona. Non certo di mettere in evidenza la mia personalità, pregi e difetti, consapevole che non si piace a tutti. Poi però, se mi si accusa di essere incoerente e stupida m'incazzo eh, mica lo accetto.
Ecco, quello che voglio dire io è che non tollero le persone che non sono padrone di sè stesse, perchè chi non è padrone di sè stessso, è capace di tutto. Anche di mettersi con qualcuno per disperazione o massificarsi sul posto di lavoro, intaccando gli affetti più cari per troppa stupidità.
Ma come si fa dico io? Come si fa a autoproclamarsi MARTIRI DEL LAVORO, in cui per il bene di quella mensilità dobbiamo spogliarci di tutto, sogni, personalità, spontaneità, coerenza, intelligenza? Il sospetto, è che il nostro Sè non sia sufficientemente sviluppato, anche se siamo alla soglia dei trenta.
Scrivo qui, perchè il mio interlocutore è momentaneamente irraggiungibile. Purtroppo soffre di tutti gli esempi dell'elenco qui riportato e ad ogni mia osservazione, sbrocca credendo che la personalità si veda da queste cose. Se io dico A, lui mi risponde Z, e mi viene il sospetto che il mio interlocutore abbia qualche rotella fuori posto. Rende talmente basse le nostre conversazioni al punto che spesso mi devo fermare e chiedermi "Oddio, ma davvero sto discutendo di questo?". Una volta mi ha accusato di odiare i gatti, mi ha detto "sò esseri umani", quando tutti capivano che era un gioco, lui no, non capiva. Un'altra volta mi ha accusato di essere felice quando non supera gli esami all'università, perchè dobo la bocciatura ho fatto il pagliaccio per farlo ridere, il mio interlocutore. Spesso mi accusa di premere affinchè lui vada sempre più a fondo e non di aiutarlo (a Rì se me devi aiutà a cascà lascia perde!), quando il mio sforzo e la mia rabbia convergono tutti su un'unica grossa fune che serve proprio a cacciarlo fuori dal letame in cui sa mettersi. E lui quella rabbia la interpreta così, come un "tu sei l'amica carnefice e io la vittima". Il mio interlocutore in modo molto infantile mi accusa di voler essere la più forte di tutti ("salva salva (i mesg) così rileggendoti i mesasggi che hai inviato potrai dire (cm fai sempre tu) QUANTO SO STATA FORTE, QUANTO SO STATA CATTIVA E COMPIACERTENE!"), ma il mio interlocutore sa bene che mente, e ad argomentare la sua difesa co ste frescacce fa venire il sospettto che gli manchi una rotella. E mi fa ridere l'immagine che il mio interlocutore ha di me che - rossa come il demonio - rileggo i messaggini e mi compiaccio di aver vinto su di lui, povera vittima ("di certo dopo sti pezzi non striscerò ai tuoi piedi chiedendoti di essere mia amica. Se ti rifersici a questo allora si sono cambiata"), manco alle medie si sarebbe arrivati a tanto infantilismo. E il mio interlocutore sa bene pure che di me ho sempre mostrato forza e debolezza, e che ogni volta che mi sono addormentata piangendo, non mancavo di mettermi a nudo e raccontargli il perchè. Quando mi arrabbio perchè lo vedo instupidirsi nelle sue argomentazioni basse, mi dice che già mi giravano le palle per fatti miei, che lo sto usando per sfogarmi e che lui non c'entra niente ("evidentemente non sapevi con chi litigare"). Bel modo di affrontare con maturità i problemi, bene bravo, bis. Il problema è che la serenità, tipica di tutte le più grandi amicizie, di poterlo mandare serenamente a fare in culo, non ce l'ho mai avuta. Perciò ho passato la vita a cercare i vocaboli più soft perchè lui non si offendesse, le metafore che gli piacevano di più perchè non fraintendesse. Ora, siccome un lavoro ce l'ho anche io, la stanchezza si fa sentire più spesso e più intensamente di prima, e metteteci che anche io c'ho i miei cazzi, io non sto più li a cercare le paroline magiche che a lui gli piacciono. Così si offende, si invittimisce e mi accusa di essere io il carnefice. Povero povero povero.
Potrei andare avanti per ore a descrivervi come una persona che era un diamante si è tramutata in un sampietrino. Ma smetterò qui. Normalmente i panni me li sarei lavati in casa, ma il mio interlocutore ormai non è più raggiungibile e io ho bisogno di sfogarmi. E superata la grande rabbia che mi fa, ormai mi è pure passata la voglia di raggiungerlo. E visto che il mio interlocutore pensa di me che sono cattiva, che sono un demonio e che lui è la mia vittima, allora mi adeguo e pubblico questo post. Almeno di tante cazzate che sono state dette, una la facciamo essere vera. E ormai, visto che lo pensa, non ho più interesse a fargli pensare il contrario. Ormai del mio interlocutore parlo con gli altri, e non con lui, perchè lui non capisce. Ho capito che il mio interlocutore va con chi lo plasma, e non con chi l'avrebbe voluto sempre per quello che era. Ho capito che il mio interlocutore va dove tira il vento, ingenuamente, senza domandarsi se il vento è ponentino o gas intestinale. Ma ora sono stanca, ora basta. Sapete, un conto lottare per il diamante. Un conto, per il sampietrino.