Papago's adventures in Wonderland

Sono fuori di me, e sto in pensiero perchè non mi vedo rientrare. (Luigi Tenco)

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martedì, 14 aprile 2009

OPENING - MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE

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ROMA: LUOGO DELLA MEMORIA, LUOGO DELLA VISIONE


Al Museo di Roma in Trastevere tavola rotonda e mostra conclusiva del primo workshop-symposium della Rome International Springacademy

Roma, 25 marzo 2009
Giovani artisti provenienti da paesi diversi - insieme a noti o emergenti artisti italiani e internazionali - esporranno le loro opere al Museo di Roma in Trastevere, domenica 19 aprile 2009 alle 18.00, nella mostra "Roma: Luogo della Memoria, Luogo della Visione", promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali.

Sarà l’atto conclusivo del primo Workshop-symposium della Rome International Springacademy che dal 6 al 19 aprile 2009 coinvolgerà oltre a 14 studenti d’arte - provenienti dalla International Summeracademy di Salisburgo e dell'Accademia di Belle Arti di Roma - numerosi ospiti operanti nel mondo dell'arte e della cultura. Insieme daranno vita a mostre e conferenze in diverse sedi cittadine: Forum Austriaco di Cultura, Accademia Belle Arti di Roma e Gallerie d’Arte private. La Rome International Springacademy - nata dall’esperienza didattica di Andrea Fogli presso la prestigiosa International Summeracademy di Salisburgo – ogni primavera organizzerà workshops dedicati a giovani artisti di diversi paesi, con l’obiettivo di sostenere l’evoluzione del loro percorso artistico attraverso l'incontro con personalità italiane e straniere del mondo dell'arte e della cultura. Un’importante e inedita opportunità per la vita culturale della nostra città perché Roma non sia soltanto sede di importanti mostre e musei, ma un qualificato laboratorio di crescita e confronto per le nuove generazioni di artisti di tutto il mondo.

Le opere esposte al Museo di Roma in Trastevere fino al 3 maggio - dipinti, disegni, sculture, foto e videoinstallazioni create per l'occasione - riepilogheranno i differenti approcci con cui questi giovani studenti d’arte, e gli artisti ospiti del symposium, avranno interpretato simboli, miti e figure della "città eterna".

La mostra sarà preceduta, alle 17.00, da una tavola rotonda "Una Springacademy per Roma?" a cui interverrà Umberto Croppi, Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, Barbara Wally (che ha diretto per 28 anni la International Summercademy di Salisburgo), Peter Weiermair (già direttore della Galleria d'Arte Moderna di Bologna e del Museum Moderner Kunst di Salisburgo), Graziella Lonardi (Presidente degli Incontri Internazionali d'Arte) e Amnon Barzel (già direttore del Museo Pecci di Prato e del Judisches Museum di Berlino).

AUTORI DELLE OPERE IN MOSTRA

studenti partecipanti al workshop
Catalin Burtea (Romania), Giulia Cantisani (I), Olaf Claussen (Germania), Roberto Faiola (I), Ines Hochgerner (Austria), Julia Morcov (Romania), Daniela Muskova (Rep.Ceca),Marie Dorothee Neugebauer (Austria), Petra Richar (Austria), Alessandro Rosa (I),Sara Spizzichino (I), Jonas Vansteenkiste (Belgio), Mauro Vitturini (I), Dino Zrnec (Croazia)


artisti ospiti
Mohamed Abla, Andrea Aquilanti, Maria Bussmann, Carmelo Di Feo, Marilù Eustachio, Pietro Fortuna, Felice Levini, Katrin Plavcak, Markus Proschek, Rivka Rinn, Dennis Rudolph, Heidrun Sandbichler, Susanne Tunn, Masao Yamamoto, Michael Ziegler

Rome International Springacademy
www.romespringacademy.com info@romespringacademy.com

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S.Egidio 1b
Tel. 06 06 08
Email: info@museodiromaintrastevere.it

Sede del Workshop
"Associazione Abitanti di Trastevere" - Via della Penitenza 35

Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Gabriella Gnetti +39 06 82077305 +39 348 2696259 g.gnetti@zetema.it
Giusi Alessio +39 06 82077327 - +39 340 4206562 g.alessio@zetema.it
www.zetema.it
giovedì, 02 aprile 2009

ART-O///ART FAIR IN OPEN CITY 2009

art fair
Dal 3 al 5 aprile 2009
le artiste della Galleria d'arte La Magnolia, della Casa Internazionale delle Donne, saranno presenti nello stand della Edicit ad Art-o - Art Fair in Open City, al Palazzo dei Congressi dell'Eur.

Le artiste sono: Sara Spizzichino, Nadine Ethner, Soledad Johansen, Irene Iorno, Francesca Manzini, Sarah Klingeberg, Rivka Spizzichino, Kerstin Birgit Bude, Roberta Coni, Teresa Merolla, Daria Morucci, Valentina Parisi, Letizia Marabottini.
postato da: papagho alle ore 16:50 | link | commenti
categorie: fotografia, mostre, pittura, arte contemporanea, spizzichino
lunedì, 09 marzo 2009

"NERO" su bianco

“Nero – Racconti dall’oscurità”: il colore delle tenebre celebrato dall’arte. Venerdì 6 marzo la chiusura della mostra che ha ottenuto un buon successo di pubblico.

TIVOLI – Si conclude oggi venerdì 6 marzo, alle Scuderie Estensi, la mostra collettiva intitolata “Nero – Racconti dall’oscurità” dei quattro giovani artisti Filippo Saccà, Orio Geleng, Mario Lucchesi e Sara Spizzichino. Gli artisti si sono confrontati attraverso la celebrazione del nero, ognuno mantenendo una propria identità. Filippo Saccà ha instaurato con la tela un rapporto dialettico che arriva ad una dimensione fisica: il suo corpo si fa oggetto in favore di un’esperienza artistica totale, memore della pittura d’azione americana. Il tema dell’inconscio resta inglobato all’interno dell’uomo in un susseguirsi di evoluzioni che viaggiano con l’evolversi della società. Orio Geleng torna all’Origine: una situazione iniziale, remota e oscura che vive incontrollata nel ricordo intangibile dell’origine dell’universo. Mario Lucchesi si muove entro il perimetro di un numero limitato di colori, l’elemento portante tra questi resta il nero, così convincente nella sua forza, da consolidare le posizioni e la presenza degli altri. Sara Spizzichino ha presentato una miscellanea del suo lavoro che ha da sempre ha avuto l’oscurità come comun denominatore. Tattico l’accostamento e l’osmosi tra gli artisti e le loro opere per garantire allo spettatore una trama comune, il nero per l’appunto, e al contempo la possibilità di visualizzare a colpo d’occhio le differenze tra le varie intelligenze artistiche. Una mostra definibile prettamente contemporanea che ha riscontrato un discreto successo di pubblico, forse al di sopra delle aspettative di coloro che l’hanno organizzata e che conoscono molto dettagliatamente la realtà tiburtina in materia di Arte.

Isa Pistoia
(Articolo tratto dal settimanale Dentro Magazine. Anno 6 - N.8, pag.9)
postato da: papagho alle ore 14:49 | link | commenti
categorie: fotografia, mostre, pittura, arte contemporanea, spizzichino
mercoledì, 04 marzo 2009

NERO, RACCONTI DALL'OSCURITA' [Opening]

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TIVOLI.
L’inaugurazione è prevista per domenica 1 marzo alle ore 17 presso la sala delle Scuderie Estensi e resterà aperta al pubblico, con ingresso gratuito fino a venerdì 6 marzo (tutti i giorni 10-13/15-19), la mostra collettiva dedicata al Nero, chiamata “Nero – Racconti dall’oscurità”. Già anticipata a settembre al Complesso Monumentale di Sant’Annunziata, intitolata “Quasi Nero, anteprima dall’oscurità” ora viene presentata nella sua interezza. Patrocinata dal Comune di Tivoli e realizzata grazie alla libreria “Cultura Moderna” di Guidonia, la mostra espone le opere di quattro giovani artisti già noti al pubblico, ognuno dei quali con una spiccata tipicità che li rende unici nel panorama artistico e che per l’occasione si sono accomunati per realizzare l’evento, tematizzando la loro diversità. Gli artisti sono: Filippo Saccà, Orio Geleng, Mario Lucchesi e Sara Spizzichino e come spiega Saccà “Ognuno di noi si è confrontato ed ha celebrato il nero, interpretandolo, comprendendolo e in un certo senso, chiarendolo, sottoponendo agli occhi dello spettatore una visione nuova e stimolante. La tematica dell’inconscio, l’esplorazione della propria identità, la paura della perdita di questa e la divulgazione delle nostre tensioni attraverso la metafora arte. Tutto questo viene da noi sezionato, facendo dell’oscurità una condizione di assoluta fertilità da cui ogni nuovo progetto di vita diviene potenzialmente possibile, presentando l’inconscio attraverso la celebrazione dei suoi lati oscuri. Il nero, del resto, è simbolo di oscurità sin dai tempi antichi, presagio fatale di forze incontrollabili che agiscono sull’uomo in modo indelebile, il nero ha alle sue spalle una storia funesta raccontata dalla società. La mostra vuole essere una metafora che invita ad andare oltre le apparenze e i luoghi comuni. Un suggerimento ad oltrepassare la soglia che divide l'educazione che ci è stata attribuita, dalla nostra individualità critica per natura, ciascuno abbandonandosi alla propria esperienza della visione. Perché niente ha un significato assoluto. In assenza di luce l'occhio riposa per vedere nuovamente: il nero porta con sé la promessa del giorno, dopo la notte”.

Isa Pistoia

(Articolo tratto dal settimanale Dentro Magazine del 27 febbraio 2009, Anno 6 – N.7)
www.dentromagazine.com

martedì, 24 febbraio 2009

NERO, RACCONTI DALL'OSCURITA' [Inaugurazione]

invito
Scuderie Estensi, Tivoli
Dal 1 al 6 marzo 2009
Inaugurazione 1 marzo ore 17

Tivoli, Scuderie Estensi. I quattro giovani artisti Filippo Saccà, Orio Geleng, Mario Lucchesi e Sara Spizzichino, patrocinati dal Comune di Tivoli, replicano la mostra dedicata al Nero. Già anticipata a settembre, al Complesso Monumentale di Sant’Annunziata [Quasi Nero, anteprima dall’oscurità] ora viene presentata nella sua interezza nelle imponenti Scuderie Estensi. La mostra sarà aperta al pubblico dal 1 marzo alle ore 17, e sarà visitabile fino al 6 marzo 2009.

Perché una mostra sul nero? Simbolo di oscurità sin dai tempi antichi, presagio fatale di forze incontrollabili che agiscono sull’uomo in modo indelebile, il nero ha alle sue spalle una storia funesta raccontata dalla società.
Quattro artisti si confrontano celebrando il nero. E ognuno di loro lo interpreta, lo comprende, e in un certo senso lo chiarisce, sottoponendo agli occhi dello spettatore una visione nuova e stimolante. La tematica dell’inconscio, l’esplorazione della propria identità, la paura della perdita di questa, e la divulgazione delle nostre tensioni attraverso la metafora arte: tutto questo viene sezionato dai quattro autori, che fanno dell’oscurità una condizione di assoluta fertilità da cui ogni nuovo progetto di vita diviene potenzialmente possibile, presentando l’inconscio attraverso la celebrazione dei suoi lati oscuri.

Filippo Saccà instaura con la tela un rapporto dialettico che arriva ad una dimensione fisica: il suo corpo si fa oggetto in favore di un’esperienza artistica totale, memore della pittura d’azione americana. Il tema dell’inconscio resta inglobato all’interno dell’uomo in un susseguirsi di evoluzioni che viaggiano con l’evolversi della società: Saccà si nutre di immagini sempre nuove che appartengono a tutti e che esplodono nella tela come i pensieri cupi nella mente, facendosi linguaggio e materia, e assumendo una bellezza che diventa sublime perché fatta di gioia e disperazione. Clyfford Still considera presuntuosa e irrilevante ogni richiesta di comunicazione, perché dentro l’area visibile del quadro si muove l’invisibile ombra del nostro inconscio, che partecipa soggettivamente alla visione, proiettandosi come paura, speranza, inquietudine o gioia. Ciò che conta è che col tempo non si impari ciò che ci è stato insegnato a vedere: l’inconscio è una valigia in disordine che non dovremmo mai riordinare, per perseverare, in mezzo alla confusione, nella ricerca di qualcosa che somigli al nostro pensiero. Nelle parole di Saccà:“Non è un argomento nuovo quello della dimensione inconscia: già Pollock, Rothko e Hofmann sessant’anni fa lo avevano affrontato. Il fatto è che credo che l’arte non sia più una questione di novità - anche perché ora siamo pieni di false novità e di veri ciarlatani -, ma credo sia solo una questione di espressione di noi stessi.”

L’inconscio dunque porta a cercare similitudini tra il nostro pensiero e il mezzo per raccontarlo. Per fare questo Orio Geleng torna all’Origine: una situazione iniziale, remota e oscura che vive incontrollata nel ricordo intangibile dell’origine dell’universo. Il grande contraccolpo scatenato dall’assestamento di pianeti e orizzonti stellari viene ripetuto in forma di pittura e prende vita attraverso le composizioni cromatiche, che oscillano nello spazio – in questo senso pittorico – alla ricerca di un assetto armonico. E’ l’evoluzione del tutto, scandita nell’accomodarsi vicendevolmente: un’entità si sposta lentamente verso l’altra, raggiungendo la propria dimensione, il proprio spazio – in questo senso stellare – e una stabilità dopo la grande esplosione. In questo contesto domina lo spazio nero – il buco -, un’entità densa e invisibile, di cui sappiamo solo indirettamente e che attrae tutto verso di sé dando vita all’Orizzonte degli Eventi: una situazione di confine dove non arrivano luce e materia, una terra di nessuno dove la scienza non può più calcolare. Da qui, secondo Geleng, partono tutte le evoluzioni possibili come Dio, la vita, l’universo in espansione: ciò che non può darci risposta certa riguardo la propria origine ed esistenza.

Mentre Mario Lucchesi si muove entro il perimetro di un numero limitato di colori, l’elemento portante tra questi resta il nero, così convincente nella sua forza, da consolidare le posizioni e la presenza degli altri. E’ un lavoro indivisibile dalla musica: in un suo quadro il controluce è da considerarsi come un contrappunto, una combinazione di melodie che fa del suo linguaggio eterogeneo un motivo musicale che vive di contrasti all’interno della tela. La responsabilità del nero in questo caso è di trovarsi di fronte a tutto restando nell’ombra, e attraverso questa illuminare il resto, confinato alle sue spalle. Cosa accadrebbe in questo caso se il nero non ci fosse? Perderemmo la nostra terza dimensione: quella della profondità, dello spazio che fa propagare il suono, e insieme a tutto questo perderemmo la musica, e con lei il colore, in sostanza ogni cosa. Nella mancanza di un solo elemento, immediatamente anche gli altri perderebbero valore. Come un accordo, le vibrazioni suscitate dall’armonia di elementi diversi toccano la nostra emotività, facendoci sentire parte di un tutto, che sa funzionare insieme come una grande esecuzione sonora, in cui ad ogni accordo musicale ne corrisponde uno cromatico, non meno importante.

E’ un lavoro a tappe, quello presentato da Sara Spizzichino. L’artista romana, infatti, presenta una miscellanea del suo lavoro, che ha da sempre avuto l’oscurità come comun denominatore. Nella prima parte - prevalentemente pittorica – l’assenza di colore ottiene una dimensione che si fa talmente propria, da trasformare se stessa autonomamente, nascendo dall’acqua per diventare ombra di una combustione: un evento già compiuto che ha lasciato il segno del suo divenire. Dimensione alternativa, che viene riproposta nelle sue serigrafie, attraverso l’ombra: una verità esistente su un piano parallelo che non ha la dimensione tangibile del reale. In ultimo viene proposta una parte di Wonderland, già esposto in parte a Tivoli nella mostra d’anteprima Quasi Nero, ospitata dal Complesso Monumentale di Sant’Annunziata, e in versione completa proprio alle Scuderie Estensi per Europa Femminile Plurale (marzo/aprile 2008). Anche quando l’artista cambia linguaggio (pittorico prima, fotografico poi), l’oscurità resta, e viene trattata come fatto concreto: la tana del coniglio è un ambiente oscuro paragonato alla coscienza. Recentemente (febbraio 2009) il suo ultimo lavoro Blood è stato presentato alla Temple University, e prossimamente (aprile 2009) Wonderland sarà in mostra alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma (Dislocazioni - The changing face of the Mediterranean: migrant women’s creativity & constraint).

La mostra vuole essere una metafora che invita ad andare oltre le apparenze e i luoghi comuni. Un suggerimento ad oltrepassare la soglia che divide l'educazione che ci è stata attribuita, dalla nostra individualità critica per natura, ciascuno abbandonandosi alla propria esperienza della visione. Perché niente ha un significato assoluto. In assenza di luce l'occhio riposa per vedere nuovamente: il nero porta con sé la promessa del giorno, dopo la notte.

Scuderie Estensi, Tivoli
Dal 1 al 6 marzo 2009
Inaugurazione 1 marzo ore 17

Piazza Garibaldi
Orario: tutti i giorni, 10-13/15-19
Ingresso libero
Mostra realizzata grazie al Comune di Tivoli e alla libreria Cultura Moderna di Guidonia.
lunedì, 23 febbraio 2009

OPENING "CHE STAI FACENDO?" - Temple University

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Temple University, Roma. 23 Febbraio 2009.
lunedì, 16 febbraio 2009

CHE STAI FACENDO?

invito-collettiva-TEMPLEwebINAUGURAZIONE 23 FEBBRAIO 2009 ORE 19

CHIARA ABBATICCHIO - SABRINA CASADEI - FRANCESCA DE ANGELIS - ALESSIA DE MAGISTRIS - ROSANNA DINARDO - ROBERTO FAIOLA - JOANNA GANCZAREK - SIMONE GIORDANO - DINA JAKSIC - STELA KORRESHI - SUSANNA LEMMENS - LEONARDO PETRUCCI - DARIO PUGGIONI - PATRIZIA QUARANTA - TIZIANA RINALDI - ROSSELLA RISPOLI - ALEKANDER SLON - SARA SPIZZICHINO - ANA MARIA TERZONI - NAOMI YUKI

La Gallery of Art della Temple University Rome è lieta di ospitare una mostra collettiva di 20 studenti in arte del corso del Prof. Costantino Baldino alla Accademia di Belle Arti di Roma. La mostra nasce dal desiderio delle due istituzioni di creare una connessione tra di loro, e di promuovere uno scambio culturale e un dialogo tra i giovani artisti. La rassegna mette in evidenza le idee sull’arte e come la procedura artistica viene comunicata, e quindi espressa, dagli studenti. Inoltre, la presentazione offre al pubblico l’opportunità di scoprire la più attuale produzione artistica giovane. Come spiega il Prof. Costantino Baldino, titolare della cattedra, e curatore della mostra, "La mostra collettiva ospitata negli spazi espositivi della Temple University Rome, mette in evidenza le attività di un gruppo di giovani artisti che, già oggi appare un punto fermo per la serietà dell’impegno e la consistenza dei risultati. Giovani artisti ma anche studenti di un corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Roma, tenuto dal sottoscritto e dalla Prof. Giuseppina Maletta. Ho sempre ritenuto l’aula di Pittura l’ambiente più idoneo per stabilire con gli allievi un rapporto sereno e cordiale oltre che produttivo. L’apprendimento nasce e si sviluppa in un luogo dove si incontrano e si articolano percorsi e esperienze individuali, che diventano centro di creazione e di fervente ricerca, dove si accumulano i tanti dubbi che con coraggiosa indagine narrano ancora una volta la Pittura. Il corso di libera ricerca è fondato sulla pluralità di indirizzi e di tendenze, un metodo in grado di diversificarsi e assecondare le individualità degli studenti. Vuole essere un contributo alla formazione di una professionalità artistica e di una metodologia di lavoro che permette di operare in campi specifici. Questi studenti hanno colto pienamente lo spirito del corso mettendo a frutto in modo personale la preparazione tecnica e teorica riuscendo a esprimersi con competenza nel contesto dell’attualità. Il loro lavoro dà senso alla scuola: luogo di civiltà, o almeno di quel tanto di civiltà cui ancora può aspirare questo nostro travagliato mondo dove l’arte assume nuovo valore, dove sta maturando una generazione che, nonostante tutto, riesce a guardare con passione e fiducia alla vita attraverso la ricerca artistica. A questi giovani va tutta la mia gratitudine.”

Gallery of Art - Temple University Rome
Lungotevere Arnaldo da Brescia 15
Inaugurazione 23 febbraio alle ore 19
.
Dal lunedi al venerdi dalle 10 alle 19
Fino al 5 marzo 2009

postato da: papagho alle ore 17:20 | link | commenti
categorie: fotografia, mostre, pittura, arte contemporanea, spizzichino
lunedì, 26 gennaio 2009

ART FIRST 2009/BOLOGNA

art first 2009Bologna, La siesta - Art First 2009

Buone nuove da Bologna. Nonostante la città totalmente impreparata a ricevere una fiera di si tal fatta (anzi, tra scioperi, disorganizzazione generale e malcontento c'ha fatto una figura veramente imbarazzante) il panorama artistico contemporaneo sembra piuttosto vivo. Al di là delle gallerie ossificate, che propongono artisti ormai storicizzati, sui quali nessuno osa discutere più perchè sennò guai macchè non te l'hanno insegnato all'Accademia che questi sò mostri sacri?, il meglio del meglio lo propongono gallerie giovani, con artisti altrettanto giovani, che pare abbiano capito cosa richiede la strana entità superiore del "Mercante in fiera"... strana divinità dal volto sconosciuto, che decide dei tuoi anni di magra e non.

Così, come tanti lemmings col mal di piedi, la fiumana di gente si è spinta in avanscoperta, nell'intrepida ricerca del bollino rosso, pè capì sommariamente chi è che quest'anno c'avrà la magra, o i quattrini.
Ma perchè il sistema fieristico, fatto da gente che da sempre regala il souvenir per restarti simpatico perchè ti porti qualcosa gratis a casa mentre loro si fanno pubblicità, quest'anno era improntato sulla tirchieria galoppante? Io trovo imbarazzante che gente che ha speso occhio e croce 40.000 euro per essere lì, ti faccia pagare due euro a tartina (che in genere viaggia gratis insieme alla conversazione),e trovo altrettanto pulciaro che Flash Art, con la doppia copertina geniale di questo mese, abbia deciso di fare i poster e farli pagare 5 euro l'uno, anzichè darli in omaggio... ma scusa, se proprio me la devi far pagare sta tartina (ormai amara) allora mi batti pure lo scontrino... ma almeno Flash Art non poteva fare una cosa del tipo "Ehi, tu che sei veramente artistico, lasciaci il tuo indirizzo email, e noi ti regaliamo il poster figo! Preferisci Obama Superman, o Berlusconi abbronzato?" così vi create pure una banca dati, piuttosto che fare la figura dei tignosi. Allora c'aveva ragione quello che diceva "L'arte è un mestiere duro, ma qualcuno lo deve pur fare". Ma siamo tutti in crisi?
postato da: papagho alle ore 12:42 | link | commenti
categorie: fotografia, mostre, pittura, arte contemporanea
lunedì, 15 dicembre 2008

LE SON DES TENEBRES

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Andate a vedere la mostra di Roberto Ciaccio a Palazzo Poli (Fontana di Trevi).

Ripensandoci si è chiusa proprio ieri che l'ho vista. Riformulo:

Vi siete persi la mostra di Roberto Ciaccio a Palazzo Poli.
postato da: papagho alle ore 11:14 | link | commenti (9)
categorie: mostre, pittura, arte contemporanea