Papago's adventures in Wonderland

Sono fuori di me, e sto in pensiero perchè non mi vedo rientrare. (Luigi Tenco)

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Nome: SARA SPIZZICHINO Contemporary artist //////////////// mail: sara@spizzichino.org

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giovedì, 31 luglio 2008

NOTTE PRIMA/GIORNO DOPO

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Campo di Mare, ore 1.45.

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Campo di Mare, ore 8.15. Il giorno dopo.
domenica, 27 aprile 2008

Par elle-même

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Tu non mi guardi mai là da dove io ti vedo. Inversamente, ciò che guardo non è mai ciò che voglio vedere.

(Jacques Lacan)
postato da: papagho alle ore 01:20 | link | commenti
categorie: vanitas
lunedì, 07 aprile 2008

ALLONTANARSI DALLA LINEA GIALLA

yellowlineUna mattina di un paio d’anni fa in metro, ho sentito di un ragazzo che ha superato la linea gialla con un salto, e così ha buttato la sua vita. A me m’era sembrato uno spreco gettà una moneta a Fontana de Trevi - visto che a Roma ce vivo -, e quello ha buttato via tutto il cucuzzaro: se stesso, i suoi ricordi, e la vita di sua madre, che non sarebbe mai più stata la stessa, dopo quel salto.

Mercoledì pomeriggio, sotto Ponte Garibaldi, un cane per andare appresso a un bastone ha superato la linea gialla buttandosi nel fiume, e la corrente se lo stava trangugiando. Ogni volta che la sua testa spariva, una ragazza urlava disperata, e il fiato gli mancava perché per tre, quattro, cinque volte pensava che non l’avrebbe visto mai più.

E tu te ne stai lì ad aspettare il treno e a gingillarti nelle mani il tuo biglietto obliterato, e a sorbirti la vecchia che ha superato la tua, di linea gialla, perché ti sta davanti dritta in piedi e non la smette di scorreggiare. Poi pensi a lui, che s’è preso la briga di piazzare ‘na bella linea gialla tra voi due, e vorresti avercelo davanti per mandarlo a fare in culo come si conviene.

Spesso quella linea gialla vorresti superarla tu, in qualche modo. Ogni volta che non je la fai, quando la grande occasione ti si palesa davanti inaspettata come il grande segreto di Fatima, e tu stai lì a tentennare aspettando l'arrivo del Messia, anziché quello del treno. Ogni volta che dici domani e poi strappi la pagina del calendario. Quando ti ricordi di quel ragazzo in metro che non ce l’ha voluta fare, o del cane che ce l’ha fatta per miracolo perché ce l’ha messa proprio tutta, per vivere. O quando ti dici che farai in tempo a fare tutto, con una stupida ora in più di sole. Che in fondo hai solo 25, 26, 27 anni. E nel frattempo s’è fatto notte un'altra volta.
giovedì, 08 marzo 2007

Quella sono io

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Confondere il linguaggio. Il problema della metamorfosi, la questione dell’identità multipla e mutante è una tematica che nel Novecento ha prevalso nelle differenti espressioni artistiche, abbracciando diversi tipi di linguaggio. A loro volta, anche le differenti tipologie dei linguaggi artistici, come la letteratura, la pittura, la musica e il cinema hanno subito delle sensibili trasformazioni, che le hanno portate spesso a coesistere. Potremmo addirittura arrivare a considerare una metamorfosi dei vari linguaggi, che si sono fatti a loro volta mutanti, laddove, come ad esempio nel Dada[1], assistiamo ad una coesistenza di stimolazioni visive e verbali, come se ci trovassimo di fronte ad un prolungamento, una sorta di arto artificiale che viene aggiunto a ciò che prima era catalogabile all’interno di generi scanditi razionalmente. Ciò che prima era pittura, nel Novecento potrebbe non essere definita propriamente tale, perché connessa a un linguaggio verbale Così anche la letteratura viene in qualche modo “potenziata”, completata da ibridazioni che tuttavia fanno restare le differenti espressioni artistiche sospese perennemente tra l’una e l’altra.

 

Ancora oggi, tra gli artisti, chi potrebbe avere la certezza di definirsi pittore o fotografo al cento per cento? Ciò che prima era sicuramente riconoscibile come una specifica attitudine ora lascia il posto a ibridazioni e invasioni di un genere nell’altro.

Metaforicamente è da considerarsi forse come una testimonianza della profonda crisi d’identità che ha colpito il Novecento, che porta l’uomo a superare i confini del bene e del male, ad oltrepassare ogni limite che sia buono o cattivo.

 

All’interno di questo contesto sicuramente spaesante, c’è una questione fondamentale, che di fatto non è mai cambiata, sebbene nei secoli sia forse cambiato il modo di approcciare ad essa. Nonostante i vorticosi cambiamenti e le ibridazioni dei linguaggi, nonostante la mescolanza di stili e l’appartenenza da parte degli artisti a diversi movimenti artistici nello stesso tempo, c’è una costante di notevole importanza, che riguarda l’autoritratto: l’artista, nonostante tutto, ha da sempre continuato ad autoritrarsi.

 

[1] Movimento artistico che nasce a Zurigo nel 1916, quando la Prima Guerra Mondiale è al suo pieno compiersi. Nasce dagli intellettuali fuggiti in Svizzera da una guerra che altrimenti li avrebbe richiamati all’ordine: Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck, Hans Richter. Già la parola Dada, totalmente priva di significato, enuncia e annulla al contempo l’identità del movimento artistico. E’ il primo passo verso un totale rifiuto di ogni tipo di razionalità, che li proietta verso la visione utopistica della distruzione dell’arte e delle speculazioni che possono nascere da questa.

lunedì, 12 febbraio 2007

Self Portrait

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Il giudizio si vede dai denti...

sabato, 03 febbraio 2007

PAR ELLE MEME

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7 Rue Simon Le Franc. Paris, October 2004. Vanitas vanitatum et omnia vanitas.

Niente ascensore. Una scala a chiocciola e quattro piani in salita. Una grande porta blu che fatica ad aprirsi perchè inciampa sempre su un'ingobrante moquette che una volta era beige. Ho capito che cominciavo a sentirmi a casa quando senza pensare ho tagliato la verdura sul lavandino. Di sopra, sul soffitto, le travi di legno scricchiolano come ossa invecchiate di un palazzo che non ce la fa più a stare in piedi, e si lamenta come un operaio quando alle nove di sera gli si chiede di alzarsi per rispondere al telefono. Due grandi finestre si affacciano sul cortile sempre umido. Oltre il cortile, Parigi.

NOVEMBER

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Notre Dame. Paris, November 2004.

postato da: papagho alle ore 00:24 | link | commenti
categorie: viaggio, arte contemporanea, vanitas, interludio, spizzichino
martedì, 14 novembre 2006

NO_BODY

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postato da: papagho alle ore 23:46 | link | commenti (1)
categorie: viaggio, arte contemporanea, vanitas, interludio