NEVERMIND - MUSICA E SCRITTURA
DUE ARTI CHE SI FONDONO IN 31 RACCONTI IMPERDIBILI
Venerdì 6 novembre 2009 ore 18, nella libreria Mondadori di Piazza Cola di Rienzo 81 a Roma, tre dei trentuno autori che hanno partecipato alla raccolta di racconti ispirata agli anni Novanta, presenteranno il libro curato da Marco Zarfati per Fermento Editore.
Mattia Picchi
Edda Alessi
Valeria Botta
La prima data è stata venerdì 23 ottobre. Hanno presentato l'editore Gianni Bonfiglio e partecipato alla serata Andrea D'Addio, Giorgia Colli e Marco Zarfati.
Giovedì 12 novembre alle 18, Luca Quaranta, Alessandra Baldi e Alessio Romagnoli presenteranno Nevermind da Melbookstore in Via Nazionale 254. Previsto per la serata un breve concerto live di alcuni degli autori.
Il 13 novembre alle 18 è la volta di Federico Fascetti, Ilaria Godano e Roni Guetta, presentati da Marco Zarfati alla libreria Mondadori, di Piazza Cola di Rienzo, 81.
Venerdì 20 novembre alle 18 sarà la volta di Manuela Ferraretto alla Feltrinelli di via San Francesco 7, Padova.
Mentre domenica 22 Novembre alle 17, alla libreria Mondadori di via Pace, 1, Gallarate-Varese, Pamela Martinoli presenterà l'autrice Monica Sirigu.
Infine giovedì 3 dicembre alle 18, Andrea Loquenzi Holzer, Silvia Maria Busetti e Samantha Marenda saranno presentati da Marco Zarfati alla Melbookstore in Via Nazionale 254.
[...] Dal grunge lamentoso dei Nirvana al pop britannico degli Oasis, dal rock graffiante dei R.E.M. alla voce graffiante di Ligabue, in questa raccolta i brani più rappresentativi del decennio fanno da colonna sonora agli eventi: una canzone per ognuno dei 31 racconti che leggerete. Sentimenti senza tempo, spaccati della vita di ogni giorno e avventure sorprendenti, cronache di guerra e intrecci insospettabili, spaziando dal noir al giallo alla storia d’amore. La musica è protagonista assoluta in questo libro, ne scandisce ogni pagina perché sono i testi delle canzoni a ispirare i racconti: Alanis Morissette, Pearl Jam, Smashing Pumpkins, Afterhours, Queen, De Gregori. [...]
E’ un connubio crescente e affascinante di arti che si fondono: il musicista con una chitarra in spalla e lo scrittore con la penna in mano, per raccontare e mantenere vivo un decennio indimenticabile.
Grazie soprattutto alla musica che lo ha caratterizzato.
Ida Luciani
Per informazioni: www.fermento.net - www.negozimondadori.it

Londra - Camden Town
Mamma mia dammi cento lire
che in America voglio andar ...!
Cento lire io te li dò,
ma in America no, no, no. (2v.)
I suoi fratelli alla finestra,
mamma mia lassela andar.
Vai, vai pure o figlia ingrata
che qualcosa succederà. (2v.)
Quando furono in mezzo al mare
il bastimento si sprofondò.
Pescatore che peschi i pesci
la mia figlia vai tu a pescar. (2v.)
Il mio sangue è rosso e fino,
i pesci del mare lo beveran.
La mia carne è bianca e pura
la balena la mangierà. (2v.)
Il consiglio della mia mamma
l'era tutta verità.
Mentre quello dei miei fratelli
l'è stà quello che m'ha ingannà. (2v.)
Spalato/Ancona - Nave
E’ stato un ottobre orribile. In questo ultimo quarto d’ora mi godo questo tempo per avere la soddisfazione di strapparlo dalla pagina del calendario e buttare via trentuno giorni di malinconia. La morte è qualcosa che si capisce meglio solo quando si ha fede. Credendo, si ha la possibilità di credere che il dolore non sia fine a sé stesso, e che trovi un senso profondo e catartico nell’attesa. C’è molta tenerezza negli uomini, quando si aiutano attraverso l’illusione, ed è forse questo il senso vero delle cose. Non sempre un’illusione arriva per nuocere, ma anche per lenire il dolore, e con questo sentimento si aspetta il proprio turno nella speranza di un incontro con chi prima di noi è partito. Bisogna avere coraggio per entrambe le cose: per credere in qualcosa al di sopra di noi che muova ogni nostro gesto, e che abbia l’eco di un’allucinazione. Essenza in cui teneramente ci ostiniamo a credere, nella speranza che non ci abbia presi in giro e che ci riporti, come promesso, da chi abbiamo perduto. O per credere che siamo soli, e che non c’è niente al di sopra di noi, e non c’è niente, dopo. E con questo scontarci in vita tutta la pena da soli. Penso alle persone che in questo insopportabile ottobre non vedranno novembre. E che non c’è veramente bisogno di aspettare novembre, per ricordarle.


